Cispadana, 4 Comuni frenano «È meglio la strada veloce»
«Costa ed impatta meno dell’autostrada. Noi neppure invitati». Si rimedia il 4 Ma i comitati incalzano: «Risibili le opere di mitigazione, e i conti non tornano»
I sindaci non erano stati informati della presentazione da parte della Regione del progetto definitivo dell’autostrada Cispadana, avvenuto a Bologna in settimana in occasione del Patto per il lavoro. Una iniziativa che si è conclusa però con l’annuncio che sarà realizzata anche un’analisi costi-benefici.
La Regione parla di un iter «condiviso con territori e parti sociali», ma sui territori alcune istituzioni comunali negano. Problema nel problema, poiché oggi 4 su 6 Comuni modenesi sul tracciato non sono così favorevoli all’autostrada da 2 miliardi di euro in project financing, ma ad una strada a scorrimento veloce, a loro dire meno impattante, meno costosa e più consona a raccordarsi con il territorio.
«Non ne sapevo assolutamente nulla - spiega il sindaco di Novi, Enrico Diacci - quando ho letto ho chiesto spiegazioni, ed è poi spuntata una convocazione per mercoledì 4. Ma Novi ha già una posizione chiara: una strada a scorrimento veloce, poiché l’autostrada ce la ritroveremmo addosso al paese, immanente, inquinante e non ci è utile».
Dall’altra parte del tratto in questione, a Finale, la giunta è sulla stessa linea: «Non mi risulta siamo stati convocati alla presentazione. Per noi la strada a scorrimento veloce è ufficialmente la nostra scelta», spiega l’assessore all’ambiente, Gianluca Borgatti. Lì accanto, anche San Felice è sulla stessa linea: «Siamo favorevoli ad aiutare le imprese con quello che serve, una strada a scorrimento veloce. La presentazione di Bologna? Non ne sapevamo nulla», dice l’assessore ai Lavori pubblici di San Felice, Giorgio Bocchi, con la conferma del sindaco Goldoni. Data per scontata l’adesione di Concordia - il Comune peraltro che sarà più impattato - e San Possidonio all’autostrada, anche Mirandola frena: «Se l’autostrada non si farà in tempi brevi, per noi va bene la strada a scorrimento veloce: meno inquinamento, meno spreco di risorse, più integrazione col territorio, tempi più rapidi», dicono in municipio. E sulla stessa linea è il coordinamento dei comitati: «Hanno pure tralasciato di indicare i tempi del progetto esecutivo - commenta il portavoce dei comitati, Silvano Tagliavini - come degli espropri e si sono “dimenticati” di quella “mina vagante” che sono i ricorsi al Tar da parte degli agricoltori impattati. Poi i numeri in libertà come è solito fare Donini: 20 km di “piste ciclabili di adduzione all’autostrada”... 20 km di barriere antirumore, dato che conferma il passaggio a ridosso di molte zone abitate, un milione di ettari di “rigenerazione ambientale” a conferma dell’alto impatto dell’autostrada, dimenticandosi di precisare quanti ettari si consumano in più per l’autostrada rispetto alla soluzione di strada a scorrimento veloce. Cita la salvaguardia del paesaggio dimenticandosi di dire che sarà compromesso, visto che per il 97% il tracciato autostradale viaggerà a 2 metri e 50 sopra il livello di campagna. Una barriera visiva ma anche fisica che taglierà trasversalmente il normale deflusso delle acque (sud-nord) ponendo le premesse per futuri allagamenti visti i cambiamenti climatici in atto». Poi i costi definitivi: «Non parla delle difficoltà finanziarie in cui versa Arc. Inspiegabile poi la volontà della Regione di impegnarsi per altri 100 milioni, per un totale di 279, non ancora a bilancio, senza precisare quali sono i vincoli contrattuali per cui viene fatta questa “donazione” al concessionario (Arc). Altra “svista” le “opere complementari” (di adduzione ai caselli) di cui non vi è traccia nell’esposizione ma che la stessa Regione ha messo a bilancio per 400 milioni (il doppio del costo del completamento della strada a scorrimento veloce)». —
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