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sanità  

Cure palliative sul territorio Boom di assistenza domiciliare

Serena Arbizzi

Vacondio, medico responsabile dell’Ausl: ««Circa i 300 i pazienti in carico al nostro servizio»

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Nel 2018 il Servizio di assistenza domiciliare infermieristica ha ricevuto 1854 richieste di cura: di queste, un numero che oscilla tra i 200 e i 300 ha necessità di cure palliative. Numeri importanti di fronte ai quali l’Azienda Ausl si è attrezzata in quattro ambiti: domicilio, ospedale, hospice e ambulatorio.

«Nella nostra rete l’ambito più sviluppato è quello domiciliare - spiega il dottor Paolo Vacondio, responsabile cure palliative per l’Azienda Usl - le cure palliative consistono in un’alternativa il cui scopo è quello di migliorare la vita del paziente e della sua rete di famigliari. Questo, quando si è di fronte a una malattia contro la quale cure volte alla guarigione non soltanto sono inutili, ma persino dannose. Non sono, quindi, terapie alternative, alla medicina tradizionale. Il nostro approccio, tuttavia, è diverso rispetto ai nostri colleghi per i quali la morte è un imprevisto o una sconfitta: per noi è un evento naturale da non posporre e non anticipare».

A Carpi sono cinque gli infermieri del Servizio di assistenza domiciliare specializzati nel campo delle cure palliative su un totale di 19.

Un mestiere cruciale e delicatissimo quello relativo alla somministrazione di cure palliative, in continua evoluzione, anche sul piano della comunicazione ai pazienti e ai loro famigliari. «Rispetto a quanto reclamato da un paziente (Luca Cavazzuti, vedi storia a lato, ndr) - prosegue Vacondio - posso affermare che è vero, la legge 38 del 2010 garantisce il diritto alle cure palliative. In tutti gli ospedali, compresi, naturalmente, i nostri, è stata fatta formazione al personale. Fare formazione non significa modificare i comportamenti immediatamente. Il prendersi cura anche dei famigliari del paziente è un dovere: il tempo dedicato alla comunicazione è importante così come prendersi cura delle loro sofferenze è un’abilità che dobbiamo far crescere».
I temi nel campo delle cure palliative sono numerosi. Fra questi c’è l’hospice promesso nella Bassa, a una manciata di chilometri da Carpi. «Modena è la provincia che ha meno offerta di hospice in regione- prosegue Vacondio - Gli sforzi dell’Ausl per coprire questo bisogno sono forti. Da una situazione di svantaggio, comunque, si può trarre il vantaggio organizzativo nella rete di cure palliative ripensando in modo efficace a come l’hospisce possa diventare una risposta a chi necessita di cure palliative». Il dottor Vacondio, sottolinea, inoltre, la disponibilità a fare chiarezza sul tema delle palliative «in tutte le occasioni possibili». —

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