L’Ausl spiega il no all’asilo in palestra Venturelli incalza: «Sindaco dimettiti»
SERRAMAZZONI. «No al trasferimento della scuola d’infanzia nella palestra così com’è oggi, ma disponibilità a studiare forme temporanee di adattamento della struttura, anche con eventuale rimodulazione dell’orario dei servizi mensa». L’Ausl spiega la sua posizione sul caso creatosi a Serra con la chiusura dell’ala in legno dell’asilo, già oggetto venerdì di una riunione in Prefettura.
In quella sede l’Ausl ha detto no alla palestra concorde con l’Ufficio scolastico provinciale. E ora ne spiega le ragioni: «Serve una migliore compartimentazione delle aree destinate alle attività dei bambini - sottolinea l’azienda - e si ritiene controindicata sotto il profilo igienico-sanitario la presenza in palestra, sia pure in altri orari, di attività sportive aperte al pubblico, soprattutto con riferimento alla consumazione dei pasti da parte dei bambini e all’uso promiscuo dei servizi igienici. La palestra non ha i requisiti strutturali che deve possedere un edificio per poter essere adibito ad attività scolastica». Intanto Maria Chiara Venturelli ribatte agli affondi del sindaco sulle spese per i lavori nell’asilo: «Ma quali 500 mila euro: la vecchia amministrazione ne ha investiti 130 mila - precisa - e quanto alle perizie 2015, oltre ai tre progettisti ci sono le valutazioni di Comune, Unione e Regione: si sono sbagliati tutti? La verità è che il paese è al tracollo, e questo sindaco continua a rovesciare le responsabilità sugli altri: Ausl, Prefettura, Ufficio scolastico, tecnici, amministrazione precedente... Ma tutto il disastro scuola l’ha creato lui e la sua amministrazione: Serra non è un comune terremotato, aveva un programma finanziato e autorizzato da Provincia, Regione e Ausl che prevedeva la messa a norma di tutti gli edifici scolastici in breve tempo». Per Venturelli il sindaco ha confermato «la sua solita autoreferenzialità» non convocando mai la Commissione Scuola.
«E ora vuole surrogare la scuola dell’infanzia con un centro ludico-ricreativo, portando un grave deficit nel diritto all’istruzione. La responsabilità politica di quest’amministrazione consiste nell’aver illuso la comunità che un piccolo comune montano potesse permettersi in un anno di buttare ogni cosa per avere tutto nuovo. Senza prevedere un programma cuscinetto, ignorando le scadenze e senza far bene i conti. Questo sta portando a non avere nulla. È ora che questa amministrazione ammetta la propria inadeguatezza e torni nel passato disastroso da dove è venuta, dimettendosi». —
D.M.
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