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La lezione di Don Ciotti «La mafia è ovunque e si batte con i giovani»

Stefania Piscitello
La lezione di Don Ciotti «La mafia è ovunque e si batte con i giovani»

Il sacerdote presidente di Libera ha riempito l’auditorium «Cultura, lavoro e legalità le ricette da sempre vincenti»

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Stefania Piscitello

FORMIGINE. Ha riempito l’Auditorium Spira Mirabilis, e ha tenuto banco per quasi due ore con le sue parole, vera e propria lezione di vita, mentre i presenti lo ascoltavano in un religioso silenzio. Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, ha fatto tappa a Formigine in occasione di “GenerAzione Legale”, calendario di eventi finanziato dalla Regione Emilia-Romagna. Tra il pubblico, molti genitori, insegnanti e alunni delle scuole di Formigine, che hanno seguito, in questi mesi, un percorso che li ha portati ad affrontare temi come l’illegalità e la criminalità organizzata. «Questo incontro – ha spiegato Maurizio Piccinini, referente provinciale di Libera – è nato quasi quattro anni fa, quando siamo stati interpellati dalle maestre delle Carducci per confrontarci su alcuni temi. È nata una collaborazione che abbiamo portato avanti con entusiasmo ma anche tanto pudore, perché sappiamo quanto sia delicato parlare di certi argomenti in una scuola primaria». Don Ciotti, che ha introdotto il suo discorso parlando ai ragazzi degli anni del maxi processo, ha sottolineato come, usando le parole di Borsellino: «Gli adulti mai come oggi non devono dondolarsi in “perniciose illusioni”, perché le mafie sono tornate, sono sempre più forti e continuano a perseguire i loro tradizionali interessi. Esistono da 164 anni e noi siamo ancora qui a parlarne». Sarebbero quattro, secondo il presidente di Libera, gli elementi della realtà che dovrebbero richiamare il cittadino ad agire. Innanzitutto, spiega, «non c’è territorio in Italia che possa considerarsi esente. La mafia può assumere colori e forme diverse, ma c’è sempre». Altro elemento preoccupante, è quello della rete creata dalle mafie: al centro, c’è sempre una casa madre, ma «sono flessibili, si uniscono, stringono alleanze. In più – aggiunge Ciotti – si sono fatte imprenditrici».

LA ZONA GRIGIA

C’è poi la cosiddetta “zona grigia”, cui spesso don Ciotti fa riferimento, una zona in cui illegale e legale si mescolano, sono connessi, i confini sono labili, un impasto di finanza ed economia sporca. «Questa forma – ha spiegato – fino a poco tempo fa era impensabile. Oggi le organizzazioni mafiose sono sempre più intelligenti dal punto di vista tecnologico e finanziario, adottano nuove strategie. Hanno molti soldi e notevoli possibilità». Mafia e corruzione sono stati definiti da don Ciotti come dei «parassiti che mangiano da dentro la società. Sono presenti in ogni settore, ed è importante ricordare che non si uccide solo con le armi, ma anche facendo molti “morti vivi”». Tanti i riferimenti all’attualità nel discorso del prete, che ha parlato anche di integrazione, diversità, razzismo. «Una società che respinge i migranti, i poveri, i diversi – ha tuonato - allontana la fragilità degli altri per non riconoscere la propria. Solo una società cosciente delle proprie fragilità e contraddizioni diventa aperta, ricettiva e solidale». Tanta sarebbe, secondo don Ciotti, la solitudine albergante nel nostro paese.

RINASCITA DEI FASCISMI

«La rinascita dei fascismi e dei razzismi – ha proseguito – non è un rischio, è un fatto reale. La nostra Costituzione è nata come risposta a questi fenomeni e vedere il modo in cui è stata trattata Liliana Segre spaventa». Fondamentale, allora, il lavoro di famiglie e insegnanti, a cui don Ciotti si è rivolto, esortandoli ad educare i giovani alla legalità e alla tolleranza, in sinergia con la città: «La vera memoria – ha concluso – non è quella della retorica, ma è quella che si traduce tutti i giorni in responsabilità e impegno, tutti insieme, in una società che deve diventare quella del “noi”».

ISTRUZIONE

Fondamentale, secondo Don Ciotti, per contrastare le problematiche della società odierna, partire dall’istruzione: «L’analfabetismo di ritorno colpisce il 30% della popolazione – ha commentato - ed è una piaga sempre più dilagante. In Italia, altissimo è il tasso di dispersione scolastica. Un giovane su 3 si perde nei primi 5 anni delle superiori e perdiamo per strada il 40% dei ragazzi dell’università».

Educazione quindi, ma anche lavoro al centro delle preoccupazioni di Ciotti: «Il lavoro dà dignità all’uomo». —

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