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Petizione dopo l’incidente «Una ciclabile a Campazzo»

Luca Gardinale
Petizione dopo l’incidente «Una ciclabile a Campazzo»

Raccolta firme promossa dai genitori di una ragazza investita a ottobre «Stava camminando a bordo strada, non c’è altro posto per camminare a piedi»

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Una raccolta firme a Nonantola per chiedere più sicurezza stradale, ma anche due serate informative dedicate al tema: un modo per avviare, insieme all’amministrazione comunale, un percorso che riveda la viabilità complessiva tra Campazzo e località Bertolda, un mese dopo l’ennesimo incidente.

L’iniziativa è stata organizzata in seguito a un episodio di fine ottobre, quando una ragazza di 15 anni, mentre camminava sull’erba a bordo strada - del resto non c’è altra possibilità per chi vuole arrivare alla fermata del bus a Campazzo - è stata colpita in pieno dalla parte destra del cofano di un’auto, riportando diverse contusioni e una frattura alla caviglia. Dopo aver capito di averla colpita, l’automobilista si è fermato, l’ha aiutata e ha chiamato l’ambulanza. Un impatto molto violento, come confermano il paraurti distrutto e lo zaino della ragazza, strappato in diversi punti. Questa è la storia che la quindicenne e i suoi genitori possono raccontare, a un mese di distanza e con il percorso di fisioterapia alle porte.

«Vorremmo che tutto questo non sia successo invano», dicono. A Campazzo, a onor del vero, un problema di viabilità esiste da sempre. E da questa famiglia è partita una raccolta firme in una lettera che verrà inviata al Comune per chiedere interventi o, meglio ancora, per avviare un progetto collettivo che porti a migliorare la situazione.

«Via Farini - si legge nel testo - è una strada stretta, priva di pedonali o ciclopedonali per muoversi in sicurezza. È percorsa da automobili che sfrecciano e che superano abbondantemente i limiti consentiti. Chiediamo un intervento dell’amministrazione per migliorare la visibilità, magari aumentando i lampioni o creando un attraversamento pedonale che permetta agli studenti di raggiungere la fermata del bus». Ancora, si propongono azioni «per limitare la velocità dei mezzi in transito: dossi, autovelox o cartelli luminosi» e un maggiore presidio della zona da parte della polizia municipale. Ma, soprattutto, si chiede di lavorare in una logica di lungo periodo per «la creazione di un percorso ciclopedonale che permetta a pedoni e biciclette di spostarsi in sicurezza, posando subito barriere di protezione».

Ma non è tutto: a questa emergenza, la famiglia della ragazza prova a rispondere con la cultura e con l’informazione, grazie all’aiuto di molte associazioni che nel frattempo hanno aderito alla raccolta firme e partecipano attivamente per migliorare una situazione che riguarda tutti.

Sono state organizzate due serate informative per rispondere ad alcune domande-chiave: quali sono i rischi per chi si muove a piedi o in bicicletta? Quali precauzioni si possono usare per prevenire incidenti?

La prima assemblea si è tenuta ieri sera alla sala civica di Campazzo con la dottoressa Manuela Bellelli, che martedì prossimo alle 20.30 sarà nella sede de “La Clessidra” di Nonantola insieme ad Eugenio Carretti della Fiab. —

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