Radio accesa tra cacciatori È rivolta contro le multe
PIEVEPELAGO. «Il soccorso al giovane ferito nei boschi di Roccapelago, dove non c’è copertura telefonica, mostra quanto sia importante la comunicazione via radio tra noi cacciatori. Ma se ci trovano con una radio accesa, ci fanno la multa». Lo denuncia uno dei cacciatori del gruppo di stanza domenica nella zona lungo il Rio Perticara dov’è avvenuto l’incidente e dov’è stato fondamentale il passaparola via radio: visto il ferito, un cacciatore con la radio ha contattato gli altri fuori per la battuta al cinghiale finché l’allarme non è giunto al collega lasciato come “ponte” al campo sportivo di Roccapelago, da dove in presenza di segnale ha potuto chiamare il 118, che ha poi attivato il Soccorso Alpino. «Per fortuna che noi la radio continuiamo a portarcela dietro - sottolinea il pievarolo Claudio Pieracci, caposquadra dell’Alpesigola - anche se dei nostri amici di Fiumalbo si sono presi una multa da 107 euro dalle guardie provinciali perché li hanno trovati con le radio accese, dicendo che il regolamento della Regione le vieta. Piuttosto paghiamo le multe noi, ma la radio continuiamo a prendercela dietro: se non prende il telefono come facciamo ad avvertire che sta passando uno in bici nell’area di braccata? Che ci sono degli escursionisti? Dei fungaioli? Che uno di noi è andato avanti per sparare? E, appunto, che c’è uno che sta male o che si è fatto male?». Pare che a un cacciatore di Modena sia stato anche sequestrato il telefonino. In realtà l’articolo 13.4 del regolamento recita: «È vietato l’impiego di strumenti di comunicazione radio o telefonica nell’esercizio dell’azione di caccia, salvo quanto previsto dal comma 3 dell’articolo 22 del regolamento regionale 1/2008 e nei casi in cui risulti di primaria importanza tutelare la salute personale». Dunque nei casi di tutela l’uso è consentito: quello che la Regione vuole vietare è l’uso della radio per facilitare l’uccisione del cinghiale. Però forse viene lasciato troppo margine interpretativo sulla situazione: «Speriamo che sia presto fatto un incontro per fare chiarezza - nota Pieracci -così non si può andare avanti». —
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