Gazzetta di Modena

Modena

«Carani alla città, è un evento storico»

Gabriele Bassanetti

Voto unanime in Consiglio, il sindaco ringrazia i cittadini che hanno costituito la fondazione per gestire il teatro ritrovato

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In un consiglio comunale storico, che non poteva che ottenere un voto positivo unanime, il teatro Carani è stato donato alla città di Sassuolo.

Un gruppo di imprenditori e cittadini benemeriti fra pochi giorni darà vita a una Fondazione che acquisterà il teatro, lo ristrutturerà, lo donerà alla città e ne curerà almeno nella fase iniziale la gestione.

Il Carani era chiuso dall’ottobre del 2014, quando il crollo di un controsoffitto nella zona loggione aveva determinato la dichiarazione di inagibilità da parte dei Vigili del fuoco. Non era stato più possibile riaprirlo da allora: in un estenuante braccio di ferro fra il Comune, allora guidato da Claudio Pistoni, e la proprietà in capo alla famiglia Carani, per anni si era dibattuto su chi avesse la competenza per la sistemazione.

Solo nel 2018 si fece strada l’ipotesi di un gruppo di cittadini, ovviamente imprenditori, che potesse rilevare il bene per poi riaprirlo. Iniziò un altro lungo e difficile lavoro di tessitura, consolidato e compiuto sotto la nuova amministrazione. L’altra sera il sindaco Gian Francesco Menani ha introdotto il punto all’ordine del giorno del consiglio comunale con voce rotta dall'emozione: «È una serata storica per Sassuolo, la conclusione di un lungo percorso, la sera in cui il teatro Carani viene restituito alla città. Un gruppo di persone ha pensato che il teatro dovesse riaprire: persone caparbie, capaci, che non hanno mollato nei momenti di difficoltà. L’iter è cominciato a febbraio 2018 con Claudio Pistoni, poi il percorso si è interrotto a marzo 2019 per problemi tecnici. Ripreso in giugno, a luglio la proprietà decretò la vendita con delibera societaria. Una minoranza restava non favorevole alla vendita. Il 12 ottobre 2019 scadeva la facoltà di opposizione dei soci minoritari. Abbiamo cominciato gli atti necessari a una donazione molto complessa. Si sta costituendo una fondazione che acquisterà e gestirà il teatro per 9 anni con opzione per altri dieci. Il Comune elargirà un minimo di 200mila euro; una ditta del territorio si occuperà della ristrutturazione. Il teatro verrà donato completamente ristrutturato, in settembre 2021, in tempo per la stagione 2021-2022».

Il sindaco ha poi letto i nomi di tutte le famiglie e soggetti che costituiranno la Fondazione: Angelo Borelli, Claudia Borelli, Ivano Chiletti, Emanuele Debbia, Antonio Poggi, Giancarlo Ferrari, famiglia Iginio Guazzi, famiglia Ivanno Ligabue, Virginio Benedetti, Fondazione Giovanni Lucchese, famiglia Nando Messori, famiglia Enrico Monti, famiglia Cirillo Mussini, fratelli Davide e Alfredo Mussini, Giorgio, Giuliano e Andrea Mussini, Luca Mussini, William Pifferi, Claudio Pirazzoli, Anna e Giorgio Silingardi, famiglia Fermo Sirotti, Luciano Sirotti, Romano Sghedoni, Alessandra, Fabrizia e Franco Stefani.

«Non ho parole per ringraziare queste persone e chi ha condotto questi lavori complessi, a titolo completamente gratuito», ha concluso il sindaco. Secondo il notaio Antonio Nicolini, che ha curato insieme a Claudio Pirazzoli la trattativa, «il sindaco Pistoni trovò nei promotori di questa iniziativa un entusiasmo e un senso di solidarietà importanti. Fin da subito i promotori, senza ancora adesioni ufficiali, si erano già adoperati per l’acquisto, subordinato alla condizione che il teatro venisse donato al Comune. È un gesto di solidarietà piena». —

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