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rievocazioni e passione 

I “Banditi della noceta foresta” hanno fatto centro con i loro archi

S.A.

Sono parte della Compagnia di Re Astolfo e indossano costumi medievali Hanno conquistato i campionati regionali. Domani la cerimonia di premiazione 

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Il nome deriva dal fatto che, sul campo della società, all’atto della formazione, c’erano duecento piante di noci e quel nome è diventato grande, fino a trionfare al Campionato regionale arco storico conquistando il miglior piazzamento individuale. “I banditi della noceta foresta” è il nome di questo gruppo di appassionati arcieri della sezione arco storico della Compagnia Re Astolfo di Carpi: un insieme di persone che unisce alla tecnica e all’allenamento anche la scenografia. Assistere a una delle loro esibizioni significa fare letteralmente un tuffo nel passato: un viaggio nel Medio Evo, come suggerisce esplicitamente l’abbigliamento che il gruppo indossa. «Le gare si svolgono con arcieri che, per abbigliamento e attrezzature di tiro, fanno riferimento ai tempi delle crociate - spiega Franco Tagliavini, referente della Compagnia - In regione, i partecipanti alla manifestazione sono duecento, in varie divisioni. La classifica viene formata dal totale dei sei migliori risultati tra le 21 gare in calendario iniziate a Bologna a Sant’Ilario, nel Reggiano». Una di queste è stata organizzata a Soliera sul campo sociale, e al castello di Montese, in Appennino.

«La partecipazione dipende più che altro da impegni personali o da condizioni climatiche», continua Tagliavini, il quale nella divisione “Arco tradizionale messeri” si è classificato secondo, a soli tre punti dal primo. Il dominatore del campionato è stato Tiziano Poli nella sezione “Arco storico messeri” che ha vinto con ben sei gare di anticipo, ottenendo anche, nella gara di Montecchio, nel reggiano, il record regionale della divisione con 540 punti, distaccando il secondo di 80. Nello stesso campionato hanno gareggiato anche Corrado Lusvardi, Massimo Dalbeni e Stefano Loschi con buoni piazzamenti.

«Lo sport è di certo molto bello perché i bersagli non sono mai uguali nella gara, sono a diverse distanze e dimensioni e nessuno sa quanti metri ci sono tra il picchetto di tiro e il bersaglio. Il nostro tiro è istintivo e la precisione è dovuta in buona parte alla singolare sensibilità». La premiazione sarà domani e tutte le compagnie dell’Emilia Romagna parteciperanno alla stesura del nuovo campionato, con date e località. — S.A.

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