«Il Comune dice sì al manifesto contro il linguaggio che istiga l’odio»
Con voto ufficiale del Consiglio, Bomporto primo in provincia a sottoscrivere i dieci princìpi contenuti in “Parole O-stili”
«Il nostro si può considerare un atto simbolico, ma è di più, è un segnale forte. Abbiamo voluto istituzionalizzare il nostro impegno, quello di tutta l’amministrazione, affinché il nostro linguaggio, il nostro comportamento sul web, sui social e non solo sia rispettoso, in altre parole non sia ostile o possa istigare all’odio e alla violenza».
Angelo Giovannini, sindaco di Bomporto, spiega così l’adesione dell’amministrazione comunale da lui guidata al “Manifesto della Comunicazione non ostile”. Un annuncio che arriva il giorno dopo la notizia dei sei rinvii a giudizio per diffamazione ai danni di altrettante persone che su Facebook avevano offeso una famiglia Sinti.
Si tratta di una iniziativa ideata e promossa da “Parole O-Stili”, un’associazione nata a Trieste tre anni fa, che intende sensibilizzare, responsabilizzare ed educare gli utenti della rete a praticare forme di comunicazione non ostile.
Non solo un manifesto con i suoi “comandamenti”: l’associazione, lavorando con le scuole, le università, le imprese, le associazioni e le Istituzioni, si prefigge l’obiettivo di diffondere pratiche virtuose della comunicazione in rete, promuovendo anche la condivisione dei valori espressi nel Manifesto stesso.
Bomporto, con la sua adesione votata con atto ufficiale del suo Consiglio, è così il primo Comune nella provincia di Modena ad aderire a questo manifesto.
«Perché? Basta leggere alcuni passi, anzi, tre dei dieci princìpi del manifesto stesso - spiega il primo cittadino Angelo Giovannini - ovvero “Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare”, “Gli insulti non sono argomenti”, “Le parole sono un ponte ”».
«Qui c’è già tutta la filosofia di fondo - dice il sindaco - Io stesso, anni fa avevo aderito da singolo cittadino a questo manifesto. La mia pagina social, quella istituzionale da sindaco, vede commenti, spesso positivi, per fortuna, ma c’è sempre qualcuno che “ci prova”, con linguaggi duri e provocazioni. Ho sempre avuto la forza di non cadere in questo gioco che non porta a nulla ma che amplifica solamente sentimenti di violenza e di odio. E in questo momento storico è importante». «Ora abbiamo fatto il passo successivo e sono contento che l’adesione sia arrivata all’unanimità, coinvolgendo maggioranza e minoranza in modo compatto verso un o biettivo comune. Con questa iniziativa – aggiunge soddisfatto il sindaco di Bomporto Angelo Giovannini – vogliamo dichiararci contrari ad ogni forma di messaggi web, social, o di altro tipo, violento e portatore, o amplificatore, di violenza».
E la dichiarazione d’intenti è semplice. «Sono 10 princìpi etici da rispettare - dice Giovannini - sono un impegno preciso da assumere. Perché bisogna imparare, come giustamente viene affermato, che “virtuale è reale” e meditare su questo aspetto. Voglio ringraziare l’intero consiglio comunale che votando all’unanimità un documento come questo ha dato un segno di maturità istituzionale degno di apprezzamento. Da subito abbiamo avuto particolare attenzione a rispettare questi principi sui canali istituzionali, ed ora abbiamo formalizzato l’impegno non solo a rispettarli ma anche a divulgarli e incentivarli». —
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