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finale 

Aemilia, scatta il licenziamento per Gerrini

F.D.
Aemilia, scatta il licenziamento per Gerrini

Disposta l’interruzione del rapporto per l’ex capo ufficio dei Lavori pubblici. Aveva già lo stipendio decurtato del 50 per cento

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FINALE. In primavera, con la deposizione delle motivazioni della Cassazione che confermavano la condanna a 2 anni e 4 mesi, il Comune aveva avviato il percorso che avrebbe potuto portare al licenziamento di Giulio Gerrini. E dopo una lunga istruttoria l’ex capo ufficio Lavori pubblici, coinvolto nell’inchiesta della Dda sulla ’ndrangheta in Emilia e considerato funzionale al business della famiglia Bianchini di San Felice, è stato ufficialmente estromesso da ogni attività comunale. Non potrà più essere reintegrabile in municipio, salvo che non presenti ricorso e lo vinca.

La decisione del licenziamento l’ha comunicata in Comune Sylvia Kranz del Servizio associato Interprovinciale per la prevenzione e risoluzione delle patologie del rapporto di lavoro. È a lei che, su indicazione dell’assessore Fernanda Paganelli, era stata affidata l’istruttoria e la decisione sui procedimenti disciplinari interni al municipio al fine di avere una “più che ampia autonomia ed evitare condizionamenti”. E il caso di Gerrini era particolarmente spinoso sia per la limitata pena disposta nei tre gradi di giudizio penale e soprattutto perché i giudici non avevano disposto l’interdizione dai pubblici uffici, come del resto non vi era interdizione neppure dopo il patteggiamento a 4 mesi per l’inchiesta sul Comune e le associazioni che approderà a metà dicembre nelle aule del tribunale di Modena.

Ebbene, Kranz ha evidentemente riscontrato vi fossero comunque gli elementi per procedere con il licenziamento, notificato nei giorni scorsi anche al municipio.

A inizio dicembre Gerrini riceverà quindi l’ultimo parziale stipendio e poi i bonifici saranno interrotti. Da febbraio 2015, infatti, il geometra incassava il 50% dei suoi emolumenti come del resto prevede la legge in caso di sospensione. Una sorta di assegno di mantenimento, che sarà saldato per l’ultima volta tra pochi giorni. Da lì in poi il Comune non avrà più alcun vincolo con l’ex capo ufficio Lavori pubblici, ma a quanto si apprende dovrà comunque adottare una certa cautela operativa. Finora il restante 50% dello stipendio è sempre stato accantonato proprio per evitare di farsi trovare impreparati di fronte ad un eventuale reintegro a pieni poteri. E non è escluso che la stessa cautela venga adottata almeno fino a quando non saranno scaduti i tempi per presentare un eventuale ricorso al fine non tanto di poter tornare a lavorare per il Comune quanto per il riconoscimento totale delle spettanze. —

F.D.

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