Gazzetta di Modena

Modena

L’ospedale ha due nuove sale operatorie

Daniele Montanari

Inaugurata la struttura che tornerà operativa a gennaio. Bonaccini: «Punto nascita: pronti se il governo riapre i parametri»

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«Se ci danno la possibilità di ridiscutere i parametri sui punti nascita, sindaco stai tranquillo che trova in me il migliore alleato: noi siamo pronti a fare tutto quello che serve per riaprire». Lo ha detto il governatore della Regione Stefano Bonaccini ieri in visita all’ospedale di Pavullo per l’inaugurazione delle nuove sale operatorie. Fitta la presenza istituzionale: dal dg Ausl Antonio Brambilla a Carlo Serantoni (direttore di distretto), Gerardo Bellettato (direttore servizio tecnico), Elis Sacchi (dipartimento attività chirurgiche), Silvia Neri (unità chirurgica area sud) e dell’equipe dell’ospedale anche Giorgio Cioni (direttore medicina interna), Luca Fontana (ortopedia) e Gian Luca Furini (anestesia e rianimazione). E poi il sindaco Luciano Biolchini, colleghi e consiglieri un po’ di tutto il Frignano fino a Fiumalbo (e da Vignola Simone Pelloni), il presidente dell’Unione Pasini, quello della Provincia Tomei, i consiglieri regionali Luciana Serri e Giuseppe Boschini, associazioni di volontariato (Andrea Iori per la Croce Verde) e molti altri.

Per un momento importante che dopo 17 mesi di lavori, grazie a un investimento da 1,8 milioni (1,4 dalla Regione, il resto finanziato dall’Ausl), ha restituito all’Appennino su 748 metri quadrati due sale operatorie ristrutturate e moderne, con nuovi arredi e attrezzature (costo 200mila euro). Ultimati i collaudi, il comparto sarà utilizzato dal 7 gennaio, mentre il 28 dicembre un open day permetterà a tutti i cittadini di vedere l’opera.

L’APPELLO A BONACCINI

Nella soddisfazione per il risultato, inevitabile però il confronto su tema sanitario più sentito: il punto nascita. Biolchini, a cui Bonaccini ha lasciato l’onore del taglio del nastro, ha fatto un appello dopo l’omaggio di rito: «Il ringraziamento più sentito a medici, infermieri e tutte le maestranze che lavorano nel nostro ospedale. Chi ne ha avuto bisogno, penso abbia toccato con mano l’umanizzazione dell’ambiente, che è quel qualcosa in più. E questo lo dobbiamo a loro. Un sentito grazie a Regione e Ausl per l’investimento. In questa occasione voglio fare un appello al governatore: provi in tutti i modi a vedere se c’è qualche possibilità di cambiare i famosi parametri per riaprire, in condizioni di sicurezza, il punto nascita in territori come il nostro caratterizzati da particolare disagio orografico. A marzo le ho fatto questa richiesta in forma scritta, a seguito delle dichiarazioni sulla possibilità di un confronto col ministero. Ora la rifaccio verbalmente, perché crediamo molto in questa possibilità».

«Non era certo nei nostri programmi la chiusura di questo e altri punti nascita - ha risposto Bonaccini - e voglio sgombrare subito il campo: il problema non è legato al risparmio. Ma credete che in una Regione che ha a bilancio quasi 9 miliardi nella sanità, il risparmio sia nel chiudere tre punti nascita? Il risparmio lo abbiamo avuto con la centrale unica degli acquisti, che in 4 anni ha fatto risparmiare a questa Regione 680 milioni redistribuiti all’80% alle Ausl. Il problema è la soglia dei 500 parti stabilita nel 2011: ho chiesto invano di ridiscuterla con la ministra Grillo, adesso l’ho chiesto a Speranza. Nel rispetto della sicurezza di mamme e nascituri, noi siamo pronti a fare tutto quello che serve per riaprire». —

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