La protesta dei Comitati: non siamo cittadini di serie B
PAVULLO. Determinato ma pacifico, un gruppo di cittadini non solo pavullesi, tra cui diversi membri dei comitati, ha accolto Bonaccini con una serie di striscioni. “Ridateci il nostro punto nascita”, “Il Frignano non dimentica”, “Non siamo cittadini di serie B”, “non si può vivere dove non si può nascere” alcuni degli slogan.
Incontrandoli per strada dopo l'inaugurazione, il governatore si è trattenuto con loro per una mezz'oretta di franco dibattito.
«Se la soglia dei 500 parti è così importante, perché Cavalese in Val di Fiemme e Pieve di Cadore nel bellunese hanno ottenuto la deroga?» hanno chiesto. «L'elisoccorso è prezioso, ma non può essere attivato sempre» hanno fatto notare. Da qui la richiesta di presentare una nuova istanza di deroga per Pavullo.
«Vanno corretti gli errori, anche quelli di valutazione del Ministero – ha detto Maria Cristina Bettini – Abbiamo scoperto che tra i motivi del diniego nell'ottobre 2017 si indica la mancanza di un laboratorio attivo per analisi d'urgenza: non è vero, quello di Pavullo, tra i migliori d'Italia, ci hanno garantito che funziona h24. La Regione deve ribattere anche su questo».
Bonaccini ha ribadito la sua posizione: no a una nuova istanza di deroga, sì a un incontro con Speranza sui parametri. Venerdì la Bettini ha inviato la richiesta di un confronto sulla sanità alla candidata leghista Borgonzoni. —
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