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#MOchebelmuseo Dal balsamico allo spazio Se l’identità modenese diventa un viaggio a tappe

Elena Corradini*
#MOchebelmuseo Dal balsamico allo spazio Se l’identità modenese diventa un viaggio a tappe

Alla (ri)scoperta dei musei del territorio che custodiscono la memoria assieme ai bambini delle primarie, la comunità web e altre “sorprese”

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MODENA Sono tanti i musei diffusi nella provincia di Modena e sono espressione di comunità diverse, capaci di conservare e trasmettere la memoria dei loro territori, di cui mantengono esperienza e particolarità.

L’iniziativa della Gazzetta #MOchebelmuseo nasce dalla convinzione che rafforzare questa trasmissione di memoria e di identità, attraverso una percezione sempre più condivisa, possa assumere un valore non solo culturale ma anche sociale e politico per tanti musei di non grandi dimensioni. E possa fornire un contributo al loro ruolo di propulsori di crescita culturale e di turismo consapevole e sostenibile.

#MOchebelmuseo intende coinvolgere i musei di non grandi dimensioni, che costituiscono nella logica attuale il ramo non redditizio del sistema museale, nei quali i costi per la loro semplice conservazione superano i ricavi che se ne possono trarre.

L’iniziativa vuole contribuire a fare diventare, oggi più che mai, questi musei preziosi nella loro potenzialità di avamposto di prossimità fra patrimonio e collettività.

Tralasciando i musei di grandi centri come Modena, Sassuolo e Carpi, #MOchebelmuseo percorrerà il territorio modenese prendendo l’avvio da cinque musei di differenti tipologie che caratterizzano altrettante località di cui sono espressione, consentendo di attirare gli interessi di pubblici diversificati: il Museo del Balsamico Tradizionale di Spilamberto per gli appassionati di cucina, il Museo Archeologico di Castelfranco Emilia per chi è interessato alla storia antica del nostro territorio, il Museo della Ceramica nel castello di Spezzano per i temi dello sviluppo tecnologico, i musei della Rocca di Sestola per la storia e le tradizioni artigianali dell’area appenninica, il Museo di Zocca, Maurizio Cheli e lo spazio per le stelle e lo spazio celeste.

#MOchebelmuseo punta a coinvolgere molti “attori” attorno a ciascuno dei musei a partire dagli studenti delle scuole primarie ai quali il museo del territorio, con la collaborazione degli insegnanti, viene portato in classe per stimolarne l’immaginario affinchè ognuno di loro possa esprimere le suggestioni che ne derivano con un elaborato grafico che verrà esposto in museo.

Poi, accanto alle istituzioni, #MOchebelmuseo si rivolge naturalmente a tutti voi, i nostri lettori, chiedendovi di darci una mano e, magari, di donare un proprio oggetto, una propria testimonianza che contribuisca a far crescere il patrimonio della comunità.

Anche la comunità del web,  viene coinvolta: un gruppo di instagrammer/ambassador visiteranno il museo e poi lo rilancianceranno sul proprio profilo social, insieme con un gruppo di lettori della community Gazzetta che avranno la possibilità di essere “influencer per un giorno” partecipando all’offensiva degli instagrammer “ufficiali”.

Ciascun museo, cui verrà dedicato un inserto speciale della Gazzetta, sarà poi protagonista di un evento aperto a tutti a cui parteciperanno gli attori coinvolti nell’iniziativa che racconteranno l’esperienza di #MOchebelmuseo. Nell’occasione gli studenti, con la collaborazione degli insegnanti, potranno intrecciare racconti e suggestioni sui loro elaborati grafici esposti in museo. Verranno effettuate visite guidate gratuite. E non mancheranno delle sorprese. —

*docente di Museologia

e Restauro di Unimore


 

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