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Monica, Simona e quella forza dei sogni «La disabilità dà coraggio, mai arrendersi»

Monica, Simona e quella forza dei sogni «La disabilità dà coraggio, mai arrendersi»

Il bersagliere Contrafatto e la ballerina Atzori ospiti al Festival SportivaMente svelano i loro successi sportivi e artistici 

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il racconto

Monica e Simona, così uguali così diverse. La prima di cognome fa Contrafatto, è un bersagliere dell’Esercito italiano, vittima di un attentato in Afghanistan nel 2012 che le ha causato la perdita di una gamba; la seconda si chiama Atzori è una straordinaria ballerina e scrittrice, che sta realizzando i suoi sogni nonostante sia senza arti superiori.

Monica e Simona sono state protagoniste del Festival SportivaMente a Sassuolo dove hanno raccontato le proprie esperienze, contagiando gli spettatori che hanno seguito i loro incontri. All’istituto Volta, davanti a 250 studenti e cittadini nell’aula magna, la 38enne siciliana Contrafatto si è di nuovo svelata con la consueta energia che già nell’edizione precedente aveva dimostrato. Il Caporal Maggiore ha raccontato come i suoi sogni si siano realizzati: «Militare in missione di pace prima, atleta poi. Sono ancora un bersagliere, lo sei per sempre. Ma quell’attentato ha cambiato la mia vita e mi ha permesso di fare anche altro». Perché nell’atletica ha trovato nuova linfa vitale, conquistando tra le varie medaglie sui 100 metri due argenti iridati paralimpici (l’ultimo a inizio novembre ai Mondiali di Dubai), un argento e un bronzo europeo e soprattutto il bronzo paralimpico in Brasile nel 2016. E nel 2020 è fortemente candidata, alla luce della recente medaglia, a partecipare alle Paralimpiadi in Giappone dove andrà a caccia dell’oro.

Contrafatto, accompagnata dal fido cane Raul, ha parlato anche della forza di volontà, della scoperta di “quanto sei forte quando c’è necessità di esserlo”.

Nel pomeriggio SportivaMente si è spostato al Crogiolo Marazzi, in un evento organizzato in collaborazione con le associazioni “L’Ora del Noi” e “Artemisia”. Qui sul palco in un contesto più intimo è salita Simona Atzori, l’eccezionale artista e ballerina (si è esibita anche con Roberto Bolle) che non ha certo frenato i suoi progetti e la sua esistenza a causa dell’assenza degli arti superiori: spiegando come la disabilità non debba essere nemmeno un’etichetta, perché innanzi tutto ogni uomo o donna è una “persona” in funzione della sua unicità, ha svelato come a muoverla sia stata la forza dei sogni ai quali mai è venuta meno. Quelle aspirazioni che animano i suoi piedi come fossero mani, tanto da far ammettere che «ho le mani in basso». Si può fare tutto con la passione e la forza di volontà e, nel suo caso, la positività e il sorriso sono molle che lanciano verso il futuro: quelle molle che le fanno dire «preferisco buttarmi e farmi male, piuttosto che non rischiare» e che «non bisogna farsi frenare dai limiti».

La sua esperienza è un folgorante esempio dell’impegno e della determinazione come stimoli che consentono di superare ogni ostacolo se davvero si vuol raggiungere un obiettivo che costituisce un sogno, da perseguire giorno dopo giorno, un passo alla volta. —

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