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Il primo interrogatorio 

Armi nell’autolavaggio Il figlio va ai domiciliari

Armi nell’autolavaggio Il figlio va ai domiciliari

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Antonio è già stato rimandato a casa, agli arresti domiciliari. Il padre Gerardo Lioia rimarrà invece rinchiuso nel carcere di Sant’Anna almeno fino alla prossima mossa del suo legale e ad un’eventuale istanza di riduzione della misura restrittiva. È la decisione del gip, Andrea Scarpa, al termine dell’udienza di convalida, avvenuta in carcere, per i gestori dell’autolavaggio “Wash & Dry” di via San Martino. Papà e figlio sono infatti stati arrestati in un blitz della polizia di Stato, arrivata per un controllo antidroga (ai due il pubblico ministero Claudia Ferretti contesta la detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti) e che invece ha scoperto anche un deposito di armi, tra cui un mitragliatore Madsen, arma da guerra pronta a fare fuoco in ogni momento e una pistola con matricola abrasa. Ritrovamento che è costata ai due anche l’accusa di detenzione illegale di armi. I Lioia hanno risposto alle sollecitazioni del giudice ed evidentemente la posizione del 29enne Antonio è risultata ridimensionata se è stato deciso di inviarlo ai domiciliari nella sua abitazione nel Reggiano dove, comunque, non potrà inquinare le prove e neppure reiterare il reato. —

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