Gazzetta di Modena

Modena

Cooperatori all’estero: i giovani pensano al futuro

Michele Saracino

Selezionati i 25 ragazzi che frequenteranno il corso: si seguirà l’Agenda 2030

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“Agenda 2030: una nuova visione dello sviluppo per promuovere mobilitazioni collettive e progetti personali”. Così s’intitola la conferenza che ha aperto la quattordicesima edizione del corso per volontari della cooperazione internazionale organizzato dall’Ufficio Progetti Europei.

Se infatti è necessario che ogni anno nuovi giovani siano pronti a rimpolpare le schiere di volontari già attivi in campo internazionale, è altrettanto importante che le nuove leve siano formate culturalmente e professionalmente già a partire dalle loro singole realtà cittadine e nazionali. Il corso, come ricordato dall’assessora all’Europa Debora Ferrari, è co-finanziato dalla Fondazione di Modena e patrocinato da Regione Emilia-Romagna, Anci, Coordinamento nazionale enti locali per la pace e i diritti umani, Comune di Spilamberto. Ha aperto i lavori Fabio Poggi, presidente del Consiglio Comunale di Modena, introducendo i temi della conferenza e presentando gli ospiti in sala: «In un mondo in continua e rapida evoluzione, non bisogna abbassare l’attenzione su tutte quelle realtà che gravitano intorno al terzo settore». E qui entrano in gioco Paola Berbeglia, tra le altre cose delegata Ecg Educazione alla Cittadinanza Globale per Aoi e Vice Presidente Cipsi, e Francesco Petrelli, Responsabile delle relazioni istituzionali di Oxfam Italia e Portavoce di Concord Europe. Paola Berbeglia sottolinea la necessità di «fare il punto della situazione» attraverso un questionario online, che permetta di capire le nozioni di base in possesso dei presenti sul grande tema del corso di quest’anno, l’Agenda 2030. Il meccanismo a domande e risposte, che spaziano dalla definizione di sviluppo sostenibile alla conoscenza dei momenti fondamentali che hanno segnato il percorso del programma Onu, contribuisce a delineare in modo semplice e immediato un argomento che rischia altrimenti di «suonare astratto e lontano».

Proprio in questo senso si esprimono un po’ tutti e ogni intervento dei relatori porta con sé il racconto di una concreta esperienza personale. L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma, sottoscritto nel 2015 da 193 paesi, che si articola in 17 obiettivi considerati decisivi al fine di garantire all’umanità un futuro prospero e al tempo stesso all’insegna della sostenibilità.

«Il problema della sostenibilità nasce proprio dalla falsa idea che le risorse a nostra disposizione sul pianeta siano infinite e inesauribili», afferma Francesco Petrelli e l’impegno della cooperazione internazionale va in questa direzione, nel tentativo di sensibilizzare alla lotta per conseguire «obiettivi comuni» come la lotta alla povertà, l’eliminazione della fame, il contenimento delle conseguenze dei cambiamenti climatici. Ecco che allora il senso profondo della partecipazione al corso: per incidere davvero nel mondo, è necessario avere la consapevolezza di poterlo fare. I 25 ragazzi selezionati affronteranno da novembre a giugno dieci “week end didattici” (dalla mattina del sabato al pomeriggio della domenica) nella sede principale presso l’ong Overseas di Spilamberto. Il programma delle attività didattiche spazierà da lezioni frontali a momenti di dibattito, passando per le attività di laboratorio e le testimonianze di volontari e associazioni. Gli argomenti trattati interesseranno gli ambiti dell’economia (etica dell’economia, project mangement) e della comunicazione (reportage, narrazione, comunicazione e competenze interculturali), con una particolare attenzione per le attività di volontariato sia all’estero che sul territorio nazionale. —



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