Distrussero cippi dei partigiani «Lo abbiamo fatto per noia»
Sono minorenni i vandali delle “pietre della memoria” di Odino Artioli e Dino Bruni I parenti delle vittime: «Oltre a pentirsi dovranno studiare a fondo la storia»
SAN PROSPERO. Sono due minorenni, uno di San Prospero, l’altro di Bomporto, gli autori dei danneggiamenti ai cippi commemorativi dei giovani partigiani Odino Artioli (24 anni) e Dino Bruni (21). I carabinieri li hanno scoperti e denunciati per danneggiamento aggravato. Ora dovranno affrontare il processo. Era la notte fra giovedì 19 e venerdì 20 settembre quando i due si avventarono sui due cippi, armati di un grosso bastone di ferro, distruggendoli. Questo dopo essere incappati, poche ore prima, in bicicletta, nella due “pietre della memoria”, filmate con il telefonino e derise.
«Lo abbiamo fatto per noia» hanno detto ai militari i due giovani. Diversi gli indizi fondamentali nel corso dell’attività investigativa. Oltre che dai video ritrovati sui telefonini, determinante è stata un’impronta lasciata sul bastone di ferro. Bastone che altro non era che l’appoggio di una cassetta delle lettere sradicata da una casa vicina e abbandonata. L’impronta appartiene a uno dei due vandali, già fotosegnalato in precedenza e già avvistato insieme al complice mentre andava in giro per il paese poche ore prima. In altre occasioni i due sono stati visti, sempre con bici e Gopro, aggirarsi per il cimitero filmando le tombe.
«Sono convinto che anche Odino e Dino vorrebbero che i responsabili di questo scempio finalmente leggessero e si acculturassero sulla storia e sulle motivazioni dell’esistenza di questi due Cippi Commemorativi - dice Andrea Artioli, parente di Odino - e che oltre a capire e pentirsi di ciò che hanno commesso, divenissero loro stessi divulgatori dell'antifascismo».
L’Anpi, tramite il presidente Lucio Ferrari, rinnova «il sentimento di solidarietà e vicinanza ai famigliari dei due partigiani, al sindaco e alla comunità di San Prospero, e rinnoviamo il nostro impegno a proseguire la nostra lotta democratica per l’affermazione dei valori della Resistenza dell’Antifascismo e della Costituzione».
Sul caso interviene anche la Fondazione Fossoli: «Oltre all’aspetto punitivo, ci auguriamo che, ora, possa avviarsi un percorso pedagogico utile a far comprendere ai due giovani la gravità del gesto compiuto. Atti come questo, anche quando compiuti in maniera inconsapevole indicano chiaramente quando ancora vi sia bisogno di coltivare la memoria, unita a un serio rigore storico». —
S.A.
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