Gazzetta di Modena

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Sassuolo.Collodi, palestra troppo fredda «Come alleno i piccoli atleti?»

Alfonso Scibona

Insegna a un gruppo di oltre 50 ragazzi di diverse categorie. «Lavoriamo con una temperatura media al di sotto dei 18 gradi  Dovendo fare riscaldamento e alcune soste per le verifiche di quanto svolto è facile intuire che i ragazzi».

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«Per difendere la salute dei miei ragazzi sono disposta a scendere in campo contro le istituzioni. Ho anche cercato di parlare col sindaco Menani ma non l'ho trovato in Municipio». Luciana Galano, ex fiorettista con trascorsi anche nelle nazionali, ex campionessa nazionale di fioretto femminile e oggi coach di scherma a Sassuolo per il Pentathlon, protesta per il freddo della palestra alle elementari Collodi.

Lì infatti insegna a un gruppo di oltre 50 ragazzi di diverse categorie. «Lavoriamo con una temperatura media al di sotto dei 18 gradi - continua - Dovendo fare riscaldamento e alcune soste per le verifiche di quanto svolto è facile intuire che i ragazzi, alcuni dei quali sotto i 12 anni e in maniche corte, prendono freddo anche se sono sudati. Ho parlato all'inizio della stagione con l'assessore a Ruggeri; mi ha fatto alcune promesse ma le condizioni non migliorano».

L'altro giorno sul posto è venuto anche un tecnico della ditta che ha in carico la “Gestione calore” degli edifici comunali.

«Quando è arrivato – continua Galano – mi sono presentata e ho chiesto che misurasse in diversi punti della palestra la temperatura ma lui ha preso solo una rilevazione in mezzo al gruppo di ragazzi, in quel momento fermi, fotografando la cifra di 18 gradi ed asserendo che erano sufficienti. Non credo proprio che questo modo di agire, ma anche queste decisioni di fissare le temperature nelle palestre a 18 gradi, siano corretti. Parlando con altre società sportive ho registrato un malcontento diffuso ed ancora di più mi sono convinta che qualcosa non vada per il verso giusto».

Battaglia persa? Li rischia di perdere alcuni ragazzi, che le famiglie non hanno intenzione di far ammalare solo per accontentarli nella loro passioneper la scherma.

«In dodici anni – conclude la allenatrice – ho avuto risposte adeguate solo nel corso della giunta Caselli. Io non voglio comunque arrendermi e continuerò a portare avanti questa battaglia, anche in rappresentanza delle cinquanta famiglie che hanno iscritto i loro figli e sono contente dello sport che praticano. Non voglio mollare ma con la giusta dose di caparbietà non voglio farmi mettere i piedi in testa da nessuno. Tra l'altro, fattore non secondario, ho anche chiesto di portare la temperatura della palestra fino a 21 gradi, pagando quello che verrebbe contabilizzato, ma sembra che non ci sia nulla da fare e mi chiedo: chi comanda veramente in Comune, l'amministrazione o chi gestisce il servizio? Spero davvero di avere una risposta che giustifichi tutto questo». —



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