Bonaccini-Lega, è scontro sul bilancio della Regione
Bargi e Galli: «Manovra elettorale ma i cittadini pagano interessi negativi» La replica: «Studiate di più: dite se siete d’accordo, niente slogan da teatrino»
Prima la sanità, poi i faccia a faccia, e ora il bilancio della Regione. Si allarga il fronte dello scontro tra Stefano Bonaccini, governatore uscente e candidato del centrosinistra alle elezioni regionali del 26 gennaio, e la Lega, che insieme al resto del centrodestra ha lanciato la sfida a Bonaccini schierando l’ex sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni.
Uno scontro che ieri è arrivato nell’aula di viale Aldo Moro, dove il presidente è stato accusato di aver promosso un bilancio “elettorale”, replicando con uno «studiate di più». Un match iniziato in mattinata, quando il capogruppo della Lega, il sassolese Stefano Bargi, ha elencato una serie di dati economici dell’Emilia Romagna che dimostrano, secondo il consigliere regionale e commissario della Lega modenese, come «i principali obiettivi del patto per il lavoro non siano stati raggiunti».
In particolare, Bargi ha puntato il dito contro i tre contratti finanziari derivati firmati dalla Regione nel 2004, «che ora costringono la popolazione emiliano-romagnola a pagare interessi negativi del 5,25% annuo su un debito di quasi 500 milioni di euro. E questo fino al 2032 - ha fatto sapere Bargi - per un conto monstre di 228 milioni di euro caricato sulle spalle dei cittadini. E a guadagnarci non saranno i nostri istituti di credito, ma le grandi banche d’affari internazionali». Il capogruppo del Carroccio ha poi alzato il tiro: «Questo bilancio è stato usato da Bonaccini come manifesto elettorale».
Della stessa idea il numero uno di Forza Italia in Regione, il modenese Andrea Galli, che come Bargi sarà in campo anche il 26 gennaio per la conferma in Consiglio regionale: «Volete uno specchietto da mostrare agli elettori - queste le sue parole - con interventi tampone per compiacere qualcuno». Attacchi che hanno fatto arrabbiare il presidente: «Accetto tutte le critiche del mondo - ha fatto sapere Bonaccini a margine dei lavori, prima di intervenire in Assemblea - ma se sono queste, vuol dire che hanno studiato molto poco. Consiglio quindi all’opposizione di ripassare».
Il presidente e candidato del centrosinistra ha quindi fatto notare di aver «ridotto di molto il debito, come certificato dalla Corte dei conti. A Bargi e Galli consiglio di trovare un’altra Regione, se sono in grado, che ha abolito il superticket, che ha dimezzato l’Irap alle imprese in montagna, che toglie il costo dell’autobus ai pendolari. Da cinque anni non aumentiamo di un centesimo le tasse alle imprese e alle famiglie - ha aggiunto Bonaccini - e abbiamo restituito cento milioni di euro, a partire dall’azzeramento o riduzione delle rette dei nidi». Il governatore uscente ha quindi invitato «a evitare di urlarci addosso. Evitiamo il teatrino della politica in cui si usano solo slogan - ha aggiunto il presidente rivolgendosi a Lega e Forza Italia - parliamo di cose concrete e diciamo se su quelle misure si è d’accordo o no. Perché se la misura è elettoralistica, verrebbe da dire che la si condivide - ha detto ancora il presidente Bonaccini - oppure dicano che non l’avrebbero fatta: non avrebbero dimezzato l’irap? Non avrebbero abolito il superticket, o rimborsato l'abbonamento dell'autobus ai pendolari? Siccome ho la memoria molto lunga - ha chiuso - parliamo di cose concrete». —
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