Gazzetta di Modena

Modena

il caso 

«Hai disonorato mia figlia, ora la devi sposare»

Stefano Totaro
«Hai disonorato mia figlia, ora la devi sposare»

Padre scopre che la 16enne ha avuto un rapporto: pugno e minacce al fidanzato. Denuncia per costrizione al matrimonio

2 MINUTI DI LETTURA







Prima un pugno, poi qualcosa che va ben oltre la semplice minaccia: «Hai disonorato mia figlia, nessuno ora la vorrà più. Adesso per rimediare la devi sposare». Un ordine, un diktat a suggello del pestaggio appena commesso, una reazione nata dalla scoperta che sua figlia aveva avuto un rapporto completo con il fidanzatino. Scene d’altri tempi? No, terribilmente attuali e che vedono coinvolti, questo è ancora più allarmante, due minorenni, entrambi di sedici anni e il padre di lei. Il genitore, un 40enne dell’Est Europa che vive da tempo in Italia, ora è stato denunciato per tentata costrizione al matrimonio: è la prima applicazione di questo reato nel territorio modenese da quando l’articolo 558 bis del codice penale è stato modificato e introdotto da agosto nel cosiddetto Codice rosso, il testo di legge che apporta modifiche al codice penale ed al codice di procedura penale in tema di violenza di genere e contro le donne. Ora il genitore rischia pene severe, la reclusione da uno a cinque anni, in questo caso però le pene sono maggiorate perché la vittima è un minore Teatro della vicenda, avvenuta qualche giorno fa, una cittadina della nostra provincia, all’uscita di una scuola superiore. È qui che il 40enne è entrato in azione: ha atteso l’uscita del ragazzo e gli si è scagliato contro, afferrandolo, spintonandolo, sferrandogli un pugno. Il tutto in strada, tra altri ragazzi che uscivano, tra genitori passanti. Non è passato inosservato. I militari dell’Arma sono stati chiamati ad intervenire e hanno subito bloccato l’uomo che, in caserma, ha spiegato il perché delle sue azioni. Come ha riferito il procuratore capo Paolo Giovagnoli, il 40enne non vedeva di buon occhio la relazione tra i due ragazzi che, pare, frequentino la stessa scuola. Per controllare, per conoscere, per sapere cosa combinasse sua figlia, il genitore le ha ispezionato il telefono cellulare. E qui ha fatto la scoperta. C’erano alcuni messaggini tra i due, che raccontavano del loro grande momento, della loro “prima volta”, il primo rapporto sessuale completo. Candore, emozioni, sentimenti di due 16enni da una parte, dall’altra il padre, ovvero l’ira, il chiamare allo “scandalo” e il bisogno di un’azione “riparatoria”. Da qui la spedizione del genitore davanti ala scuola, “per sistemare l’onore della famiglia e quello della figlia” con un matrimonio. L'intervento dei carabinieri ha fatto scattare la legge. Ancora da decidere se verranno o meno prese altre misure nei confronti del padre. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google