«La chiusura delle sale da gioco? A fine anno è una sciocchezza»
Duro attacco del forzista Andrea Galli alla decisione della Regione Ieri 500 manifestanti a Bologna per cancellare il provvedimento
la protesta
«Chiudere le sale da gioco il 31 dicembre nella nostra Regione è una sciocchezza». Lo afferma il consigliere regionale Andrea Galli che, in occasione della manifestazione che ha radunato 500 esercenti, ieri davanti alla Regione, si è schierato dalla parte dei gestori delle sale da gioco. Entro poche settimane, alla fine dell’anno, scadrà il termine di applicazione della legge sul gioco d’azzardo.
«Le disposizioni della Giunta attuano l’applicazione delle distanze per le sale vlt e le sale giochi dai luoghi sensibili individuati - spiega il consigliere - Ma il punto debole della norma è che dà una scadenza temporale a macchia di leopardo. La distanza di 500 metri è impossibile da gestire e non permette alle sale di individuare nuove collocazioni diverse dalla periferia. Il 31 dicembre, quindi, oltre il 90% delle sale giochi dovranno chiudere. Un danno grave per 10 mila lavoratori che perderanno il proprio posto di lavoro, e per gli investimenti degli imprenditori ormai andati persi. La chiusura delle sale legali sposterà il gioco verso altri canali. Verso le regioni vicine o verso l’illegale o on line. Il gioco, ridotto così a un fatto personale, si svilupperà senza controllo su telefonini o tablet, diventando a quel punto veramente compulsivo. La ludopatia va combattuta con la presenza chiara dei luoghi dove avviene l’offerta. E questa norma provocherà dei danni anche per l’erario statale. Chiediamo quindi che si attenda l’intervento della normativa nazionale evitando che si diffonda una normativa sul gioco a macchi di leopardo».
La protesta contro il provvedimento è stata ribadita ieri durante la manifestazione ed era stata annunciata durante la presentazione di un’interrogazione.
Il sottosegretario alla presidenza Giammaria Manghi ha risposto a nome dell’assessore al Commercio Andrea Corsini: «La Giunta non ha mai sottovalutato eventuali problematicità dall’applicazione della norma sulle attività del territorio. Prova ne è che per i soggetti gestori sono state date modalità applicative e tempistiche per l’attuazione della norma concedendo 12 mesi per individuare nuovi spazi. È stata riconosciuta una proroga di sei mesi ai gestori per adeguarsi a quanto disciplinato dalla legge regionale».
«La scadenza del 31 dicembre - ha rimarcato Galli dopo la risposta - è prossima quindi il dialogo non sarà possibile. I danni realizzati dalla legge sono evidenti, quindi il sottosegretario non ha risposto. Oggi le ludopatie sono sui telefonini e questo intervento regionale aiuterà proprio questo, il gioco online. Chiudere le sale giochi non aiuterà in questa battaglia». —
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