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dopo le proteste dei giorni scorsi 

Autostrada Cispadana presentata ai sindaci

Autostrada Cispadana presentata ai sindaci

Progetto definitivo: tolta un’autostazione. Il nodo dei costi Non si parla di analisi costi benefici. «Delibera a gennaio»

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Dopo le proteste della scorsa settimana, per la mancata presentazione del progetto definitivo della autostrada Cispadana alle istituzioni locali, ieri a Bologna c’è stato l’incontro riparatorio. Alla presenza dell’assessore regionale Costi, di Autobrennero e dei rappresentanti della società Arc del presidente Pattuzzi - che vuole costruire l’autostrada in project finacing - sono state convocate le amministrazioni locali. Che hanno scoperto - per ora attraverso le illustrazioni di massima - come è cambiato il progetto, chiamato a tener conto delle centinaia di prescrizioni che erano state imposte dalla Commissione di Via, per cercare di limitare il danno ambientale e paesaggistico che una autostrada di attraversamento in mezzo ai paesi necessariamente provocherà.

«I caselli resteranno quelli programmati, ma abbiamo ridotto le autostazioni da due ad una», ha spiegato uno dei tecnici incaricati. L’autostazione che resterà, da quanto si è comunque potuto apprendere, è quella nelle campagne tra San Felice e Massa.

Per il momento poi si pensa ad una autostrada a due corsie per senso di marcia, mentre prima il progetto prevedeva l’occupazione di terreni già per la terza corsia. Tra le opere di mitigazione, non ci sarà l’annullamento dell’effetto barriera: l’autostrada viaggerà comunque in sopraelevata rispetto al piano di campagna, trasversalmente al corso dei fiumi, tra ponti e terrapieni. Tema questo tra le frecce all’arco dei contestatori, che temono una grave trasformazione dell’assetto idrogeologico, in tempi di alluvioni e cambiamenti climatici. «Contiamo di varare il progetto in giunta regionale entro gennaio, e di aprire la Conferenza di servizi a marzo», ha detto l’assessore, davanti ad una platea composta di amministratori del Ferrarese, del Modenese, del Reggiano e del Parmense. Tutti sostanzialmente entusiasti. Mentre, è noto, le perplessità più grandi vengono dai cittadini della Bassa modenese e da tre-quattro amministrazioni attraversate dell’autostrada (Novi, San Felice, Finale e solo in qualche misura Mirandola) che preferirebbero una meno impattante, più veloce da costruire e meno costosa strada a scorrimento veloce. A proposito: nessun concreto cenno ieri dell’analisi benefici-costi annunciata nei giorni scorsi, aprendo alle richieste dei 5 Stelle. Fallita l’alleanza politica per le elezioni regionali, si torna a puntare dritti sull’autostrada.

Tema centrale a questo punto sono i costi dell’opera.

La Regione parla di 1,3 miliardi, i comitati di almeno 2 miliardi, da reperire quasi tutti con un prestito dalle banche, quando Arc deve fare i conti con il fallimento o la crisi di alcuni suoi soci. «La copertura finanziaria c’è», è stata la sicura risposta al primo rilievo arrivato dai sindaci.

Ma quando il Comune di Mirandola ha chiesto di vedere il Piano economico e finanziario preciso, gli umori si sono un po’ alterati, tra risposte negative e rinvii ad altra sede. —

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