Quando la ricchezza del paese arrivava dalle acque del Panaro
Un incontro sui cambiamenti climatici con gli studenti del liceo classico “Paradisi” Mostra itinerante sulle vicende che hanno accompagnato lo sviluppo del territorio
L’istituto Paradisi si mette in mostra per il clima.
Le studentesse e gli studenti raccolgono la sfida per l’ambiente e la declinano con i loro talenti. Si documentano, studiano e danno fondo alle energie “Fino all’ultima goccia”.
È questo infatti il titolo della mostra inaugurata ieri nel corridoio al piano terra dell’istituto con dodici pannelli, realizzati l’anno scorso dall’attuale II A del liceo classico. Il progetto riguardava il canale di San Pietro, studiato da varie prospettive, tra cui la giurisprudenza, la politica e la storia.
«All’inizio eravamo abbastanza perplessi – ha riconosciuto Gabriella Scalabrini, studentessa di II A – ma poi abbiamo scoperto tanti motivi d’interesse».
Sospesi tra passato, presente e futuro, i pannelli andranno in tour per l’Unione Terre dei Castelli ed è anche un monito affidato dai giovani a tutte le generazioni.
«Diamo per scontata l’acqua perché la vediamo solo uscire dal rubinetto – ha riconosciuto Giorgia Garuti, compagna di scuola di Gabriella in II A – ma dal nostro lavoro di ricerca abbiamo scoperto interessanti punti di vista».
Un esempio è visibile già dal primo pannello, chiamato “Acque e canali: il nostro sangue blu”. Quattro studenti ricordano che dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente «si susseguono disastrose alluvioni, favorite anche dai sopravvenuti cambiamenti climatici, tanto che i modenesi saranno costretti ad abbandonare la città e fondare Civitas Nova (Cittanova)». Un millennio e mezzo dopo, i cambiamenti climatici e le alluvioni occupano ancora un posto rilevante.
«Noi ragazzi possiamo farci sentire sia con gli adulti sia con la politica – ha fatto eco Tommaso Montaguti, studente della stessa classe – come fa per esempio Greta».
Greta è la giovane Thunberg, riferimento mondiale del movimento Fridays For Future. Gli studenti ne seguono le orme alle manifestazioni, alle assemblee, nello spirito. «È un argomento assolutamente da trattare», ha ribadito la rappresentante d’istituto Giorgia Bevilacqua.
Con i compagni rappresentanti Alessia Baricordi, Pietro Marchi e Alessandro Zollo ha lanciato proposte per tingere sempre più di “green” l’istituto. Tra le idee, capi d’abbigliamento con il logo d’istituto, borracce al posto della plastica e un eventuale erogatore d’acqua. Acqua che ha costituito un elemento centrale nelle riflessioni da mercoledì 27 a venerdì 29 novembre.
«Con la ricerca è stato possibile avere uno sguardo a 360 gradi – ha aggiunto la rappresentante d’istituto – e l’aspetto che mi ha colpito di più è stato vedere quanto fosse importante l’acqua anche nel 1600».
I quattro rappresentanti hanno diretto il dibattito su filmati sui temi ambientali, tra cui quello della studentessa di terza B Gaia Donati.
L’esempio resta la lezione migliore. «Se alle manifestazioni si lasciano cartelloni, cartacce e plastiche per strada si perde il fine ultimo», ha concluso Montaguti. —
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