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S. Prospero. Tossine, virus e Ogm nei prodotti alimentari: “Generon” e il business dei kit per la diagnosi

Stefano Turcato
S. Prospero. Tossine, virus e Ogm nei prodotti alimentari: “Generon” e il business dei kit per la diagnosi

L’imprenditore Marcello Gatti parla dell’azienda di San Prospero che ha inaugurato il nuovo stabilimento e continua a crescere 

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SAN PROSPERO. Un kit che in pochi minuti consente di effettuare diagnosi sulla salubrità di alimenti, farine, mangimi in genere. Li produce e commercializza un’azienda di San Prospero che si chiama Generon: sistemi diagnostici che rilevano la presenza di contaminanti nelle derrate alimentari, aflatossine nel mais, sostanze di natura batterica o virale, presenza di organismi geneticamente modificati e tanto altro.

Generon è nata nel 2005 come società di ricerca e sviluppo iniziando a creare prodotti diagnostici per alimenti, i cosiddetti kit che si sono rivelati subito rapidi ed efficaci per soddisfare le esigenze delle maggiori aziende alimentari e zootecniche nazionali. In un paio di casi i kit sono stati brevettati poi nel 2011 è terminata la fase di start up e Generon si è affacciata sul mercato con i suoi prodotti sia di manifattura interna sia di rivendita in modo strutturato e il valore delle vendite è cresciuto velocemente. Nel 2016 è avvenuto un profondo cambiamento interno, la Generon è diventa società per azioni come naturale conseguenza dei brillanti risultati raggiunti.

Oggi Generon a San Prospero occupa 33 persone e da pochi giorni ha inaugurato una nuova sede, per il 2109 che si sta esaurendo le stime aziendali prevedono un fatturato di circa 6,4 milioni di euro con una crescita del 25 per cento rispetto all’anno precedente e consolidate prospettive di sviluppo. L’80 per cento del personale è laureato in varie discipline scientifiche e nessun dipendente è sottoposto a contratti di lavoro atipici. L’azienda investe circa l’8 per cento del suo fatturato in attività di ricerca.

Marcello Gatti, 50enne presidente del Cda di Generon, guida la società, che è costituita da una quindicina di soci, e svela i motivi del successo di questo business così particolare: «La nostra carta vincente è la rapidità con cui si arriva agli esiti diagnostici - dice Gatti - perchè se un’azienda alimentare o zootecnica dovesse rivolgersi agli enti preposti per le analisi rischierebbeperdite pesanti per la deperibilità del materiale che deve essere diagnosticato e per l’urgenza dei cicli produttivi. I nostri kit consentono di avere risposte in pochi minuti o al massimo in 3 ore, a seconda della tipologia di analisi richiesta. Abbiamo la possibilità di effettuare decine di test differenti».

Facciamo degli esempi concreti di richieste.

«Si va dall’analisi di bevande per verificare se ci sono allergeni a quella per la presenza di tossine nel mais per chi deve produrre farine o pasta. Generon è un’azienda di biotecnologie che propone soluzioni analitiche rapide per aziende alimentari che hanno bisogno di garantire la sicurezza dei loro prodotti e le affianca, diversamente dalle grandi multinazionali del settore, nell’intero processo analitico. Noi oggi proponiamo ai laboratori e alle industrie alimentari una serie di soluzioni e tecnologie per l’autocontrollo certificato su tutte le materie in ingresso e sui post lavorati».

Ma dove sta il business se, una volta acquistato il kit, l’azienda alimentare diventa autosufficiente? E quanto costa un kit?

«Un kit può costare 200 euro - replica Gatti - ma si può arrivare anche a un migliaio di euro perché ne esistono di diverse tipologie. Ma il kit non è eterno e dopo un certo numero di analisi non è più utilizzabile. E non c’è solo il kit alla base del nostro lavoro: noi in più garantiamo l’assistenza e lo sviluppo dell’attività di laboratorio. E clienti come Esselunga o Ferrero ci fanno richieste sempre più particolari».

Ma quali sono i vostri concorrenti nel settore?

«Sono solo un paio in tutta Italia e sono aziende controllate da Gruppi stranieri. Anche per questo stiamo crescendo e abbiamo potuto espanderci con il nuovo stabilimento, inaugurato alla presenza del sindaco di San Prospero Sauro Borghi e dell’assessore regionale Palma Costi. L’azienda in precedenza aveva sede a Modena».

Lavorate con Paesi stranieri in tutto il mondo?

«Certo. Europa, Stati Uniti ma abbiamo con l’ambizione di riuscire ad ampliare il nostro raggio d’azione sempre più verso mercati come Australia e Sudamerica».

Vi siete distinti anche per una bella iniziativa di welgare aziendale.

«All’interno abbiamo un’area ludica, la Team Building Area, in cui è offerta la possibilità di trascorrere un po’ di tempo libero in serenità anche in azienda».

Vi definite un’impresa decisamente “green”.

«Generon - risponde Gatti - è green a tutti gli effetti, alimentata energeticamente in modo sostenibile e con fonti rinnovabili, ha installato 60 kilowattora nominali di potenza fotovoltaica. Mi piace ricordare che la nostra bolletta energetica annua è appena superiore a quella di un paio di appartamenti di medie dimensioni nonostante la nostra superficie calpestabile sia di 1.200 metri quadrati».

I progetti per il futuro sono ambiziosi.

«Puntiamo alla distribuzione del nostro prodotto a marchio in tutto il mondo. Già ora abbiamo distributori in Spagna, Francia, Portogallo, Inghilterra, Benelux, area balcanica e centro Europa. Vogliamo acquisire una società in Nord America per aprire quel mercato ai prodotti. E introdurremo altre tecnologie diagnostiche innovative per i nostri kit». —


 

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