Croce Blu di San Felice, Medolla e Massa «Trent’anni di aiuto alla gente della Bassa»
Dai giorni del sisma un’attività 24 ore su 24. Ben 5.600 i servizi realizzati nel 2018 tra emergenza e assistenza
L’ASSOCIAZIONE
Cinquemilaseicento servizi di assistenza nel 2018, di cui quasi 2.200 per interventi di emergenza e 700 per assistere i disabili. Numeri che qualificano da sé l’associazione Croce Blu di San Felice, Medolla e Massa Finalese, diretta dalla dottoressa Sonia Menghini (responsabile del Ps di Mirandola) e che in settimana ha festeggiato i 30 anni di vita. In un contesto sociale ed economico ben diverso, un gruppo di pionieri nel 1989 diede evita ad un sodalizio che ancora oggi resiste, e sempre più si specializza, per far fronte a normative ed aspettative dei tanti pazienti (oltre 500 i dializzati, ad esempio).
Spiega Francesco Volponi, uno dei fondatori di 30 anni fa: «Dal sisma in poi, visto il contesto, la nostra associazione si è accollata l’impegno di una assistenza 24 ore su 24 per l’emergenza sul territorio, in convenzione con l’Ausl. La “San Felice 51”, come si chiama la nostra ambulanza, è costantemente a disposizione»,
Sempre prendendo in esame i dati del 2018, i km percorsi dalla Croce Blu sono stati 227.230, 89 mila per l’emergenza, 98mila per servizi inter-ospedalieri, 26mila a supporto dei disabili del “Centro Ancora”, un altro prezioso servizio del quale l’associazione si occupa. Se a San Felice sono state soccorse per emergenza 644 persone, per dare l’idea dello spazio di azione, altre 530 sono state servite in emergenza a Mirandola, 257 a Finale, 163 a Camposanto, 127 a Concordia, 123 a Cavezzo, 122 a Medolla, 71 a San Prospero... fino alle 6 di Novi e alle 3 di Bondeno, nel ferrarese.
Numeri che raccontano di un grande impegno, anche economico: «Certo - prosegue Volponi - tanto che in un contesto di volontariato sempre più impegnativo, per far fronte a questa situazione abbiamo dovuto assumere tre persone, in grado di garantire continuità e competenza del servizio».
Una quarta persona segue invece il Centro Ancora, che condivide le strutture con quelle intercomunali e si occupa di assistere i diversamente abili. «Parliamo - spiega Giliana Galeotti, anche lei tra i fondatori dell’associazione, che al Centro ancora e all’associazione Bimbi di Chernobyl dedica ogni passione, coadiuvata da Roberta Gatti - di una ventina di ragazzi e ragazze che frequentano la struttura, per affiancare ed alleviare le famiglie e per la socializzazione di questi nostri ospiti. Aggiungo che sono circa 25 quelli di cui ci occupiamo con servizi esterni. È un impegno, ma aiutare queste persone è anche fonte di immensa gratificazione e di impagabile crescita umana».
I presidenti che si sono alternati negli anni al vertice della Croce Blu sono Geneo Malagoli, Francesco Cantiello, Franco Ballistreri, Fabio Diegoli, Valter Veronesi. Oggi al comando, al suo terzo mandato, c’è l’avvocato medollese Cinzia Casari, che l’altra sera ha provveduto a consegnare un riconoscimento ai fondatori e ai benefattori della Croce Blu: «Sono 12 i volontari ancora in servizio da quel lontano 1989 - spiega Casari - il che significa che oggi è possibile dedicarsi agli altri. È difficile, è un sacrificio anche per la necessità di tenersi aggiornati, ma quei 12 dimostrano che può esserci motivo e stimolo. Nella speranza che il volontariato recuperi ogni suo valore, siamo contenti ogniqualvolta si avvicinano dei giovani, che invitiamo sempre a contattarci, senza alcun timore. Ne vale la pena».
In arrivo, grazie ad uno sforzo congiunto, c’è una nuova ambulanza, a rinnovare un parco di 10 mezzi. «Ma ci servono gli aiuti e le donazioni dei cittadini», dicono insieme i soci, che sono ben 175. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
