Gazzetta di Modena

Modena

dopo la liquidazione coatta della coop reggiana 

Aimag tenta la scalata a Unieco Ambiente «Diverremo colosso italiano dei rifiuti»

Aimag tenta la scalata a Unieco Ambiente «Diverremo colosso italiano dei rifiuti»

Ma serve l’ok dei Comuni soci per l’offerta vincolante. L’operazione da decine di milioni andrà avallata dai 21 Consigli

3 MINUTI DI LETTURA





Una tra le prime cinque o sei aziende italiane nella gestione dei rifiuti. È il piano messo a punto da Aimag, che in questi giorni attende il via libera dai 21 consigli dei Comuni associati per partecipare al bando con offerta vincolante per l’acquisto della “divisione ambiente” di Unieco, colosso cooperativo in liquidazione coatta amministrativa (l’equivalente del fallimento).

L’operazione, del valore di decine di milioni di euro, verrà presentata in tutti i municipi, per spiegare agli amministratori i vantaggi di questa opportunità, in termini economici e di prestigio. È partita l’8 ottobre, quando il commissario liquidatore del colosso reggiano ha pubblicato l’invito a partecipare alla “procedura competitiva per l’acquisto” del ramo in questione.

Aimag, esaminate le carte disponibili, ha deciso di presentare la “manifestazione di interesse non vincolante all’acquisto”, chiedendo l’accreditamento alla procedura di vendita.

«L’analisi della documentazione accessibile - spiega il dg di Aimag Davide De Battisti - conferma il potenziale interesse industriale e strategico all’acquisto, la convenienza economica e la sostenibilità finanziaria dell’operazione».

La Divisione Ambiente di Unieco gestisce impianti di smaltimento rifiuti nel Reggiano, in Emilia e in gran parte del Nord Italia, dal Piemonte, alle Marche, soprattutto in Toscana. Attraverso partecipazioni in 19 società, che gestiscono 39 impianti operativi, di cui 19 di proprietà. In Toscana Unieco gestisce anche il servizio di raccolta rifiuti e non solo le strutture.

«L’acquisizione - spiegano ad Aimag - consentirebbe alla società di espandere le proprie attività al Centro Nord, e di gestire un nuovo sistema ambiente», con un volume di rifiuti per milioni di tonnellate, effettuando un salto dimensionale «tra i principali operatori dell’ambiente in Italia». Nelle sue prime valutazioni, la multiutility modenese intravvede anche benefici per il territorio e i cittadini, con “opportunità di riduzione delle tariffe di raccolta per i cittadini, di investimenti sul territorio e di creazione di posti di lavoro”. Benefici anche per i soci, con crescita di valore di Aimag e dei dividendi ai proprietari (oltre ai Comuni tra i soci di Aimag ci sono anche Hera, e le Fondazioni Cassa di Carpi e di Mirandola). E infine benefici anche per il gruppo, con “possibilità di gestire un bacino territoriale più ampio valorizzando il know how di Aimag e con rafforzamento del presidio delle attività di raccolta, trattamento e smaltimento”. Aimag infatti fa notare la sua qualificazione nella raccolta differenziata, che nei territori in questione offrirebbe ampi margini.

Ad Aimag non sanno quante altre società abbiano deciso di iscriversi alla gara, manifestando il proprio interesse. Certamente c’è la reggiana Iren. L’effettiva partecipazione ai termini vincolanti della gara peraltro dovrà essere avallata dai Comuni: «Abbiamo presentato in questi giorni l’operazione ai sindaci. Parteciperemo ai prossimi Consigli comunali per fornire tutti i chiarimenti possibili», spiega il direttore. A Carpi una prima presentazione era già stata effettuata nelle scorse settimane, prima della presentazione della prima offerta. Ora dovrà seguire il passaggio istituzionale in municipio. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google