E Mario compie 100 anni Fu prigioniero due volte
il personaggio
MONTEFIORINO. Si festeggia un centenario speciale domani a Montefiorino, dove taglia il traguardo del secolo Mario Giannasi, persona molto conosciuta sul territorio anche per l’avventurosa esperienza che si è trovato a vivere durante la seconda guerra mondiale. Arruolato nel XX Reggimento Alpini a Bolzano, venne mandato a combattere sul fronte francese e dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 fu fatto prigioniero dai tedeschi proprio a Grenoble. Da lì iniziò un’odissea che ne mise a durissima prova la sopravvivenza. Venne deportato in Germania nella cittadina di Forbach, dove dovette affrontare lo sfiancante lavoro in miniera. A seguito dell’avanzata dell’Armata Rossa, venne fatto prigioniero dai soldati russi e quindi trasferito in un campo di lavoro in Unione Sovietica. Qui ricevette la visita di Palmiro Togliatti, che volle verificare le sue condizioni.
Rimasto indomito nonostante le sofferenze, Mario rifiutò qualsiasi collaborazione con i propri carnefici e solo il 10 ottobre 1945 riuscì a fare ritorno a casa: arrivò vestito con abiti russi, magro e stanco al punto da non essere riconosciuto in un primo momento dal padre. Poi furono lacrime e sorrisi di gioia da parte sua e dei famigliari che lo credevano morto. Dopo l’arresto a Grenoble, infatti, non avevano più ricevuto sue notizie, e pensavano il peggio.
Nonostante questi trascorsi, e i segni che hanno lasciato nel corpo e nella mente, Mario è riuscito ad arrivare a cent’anni nella sua casa di Lago, località Tavernago. Di qui i festeggiamenti specialissimi di domani, dopo la messa delle 16. Ci saranno famigliari, amici e l’amministrazione comunale: «È un concittadino che merita davvero un forte momento di comunità» dice il sindaco Maurizio Paladini. —
D.M.
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