Forum del volontariato, lite sul direttivo Arci e Acli se ne vanno dall’assemblea
Terzo Settore: momenti di tensione per il rinnovo delle cariche, sulle mancate candidature si arriva allo scontro
Momenti di tensione, urla, candidati che si sfilano in aperta polemica dopo un tentativo di conciliazione finito male. In una parola, il… terzo settore modenese, uno dei punti di forza del welfare della nostra provincia. Un settore forte, appunto, ma non necessariamente compatto, come è emerso nell’infuocata assemblea andata in scena giovedì scorso, che dopo un paio d’ore ad alta tensione si è chiusa con un’enorme spaccatura, che ha portato una decina di associazioni, dall’Arci ad Acli, a ritirare i propri candidati per il rinnovo delle cariche sociali. Facendo un passo indietro, dal 1997 il Forum del terzo settore riunisce, in nome «della solidarietà, della partecipazione e della sussidiarietà» - come si legge sul sito web, anche se chi ha partecipato all’assemblea di giovedì scorso potrebbe nutrire qualche dubbio sul rispetto di questi valori… - il mondo del volontariato, dell’associazionismo e della cooperazione sociale modenese con l’obiettivo (e anche qui le parole del web oggi suonano un po’ ironiche) di confrontarsi e favorire la partecipazione nei diversi territori.
Un mondo che oggi conta una novantina di associazioni, da Acli ad Avis, dal Csi a diverse polisportive, da Porta Aperta ad Arci. Un mondo che giovedì scorso, dunque, si è ritrovato nella sede provinciale dell’Avis, in via Borri, per l’assemblea indetta per rinnovare le cariche sociali del Forum: ordinaria amministrazione, insomma, che però tanto ordinaria non è stata. Un problema emerso fin dall’inizio dell’assemblea, dal momento che non è pervenuto un numero sufficiente di candidature per rinnovare il direttivo (che ha 15 componenti, ma per il quale c’erano solo 14 candidati) e gli organismi di garanzia, ovvero il collegio dei revisori e quello dei garanti.
Un “vuoto” che ha portato Anna Lisa Lamazzi, rappresentante del direttivo in quota Arci e portavoce del Forum, a proporre un rinvio delle votazioni, in modo da poter avere il tempo per ricevere altre candidature e riconvocare l’assemblea. Una proposta che ha fatto scoppiare il caos in assemblea, con il presidente Avis Maurizio Pirazzoli che si è scagliato duramente contro la rappresentante Arci, sostenuta invece da un fronte che va da Legacoop all’Acli. Una situazione che si è fatta sempre più tesa, con scambi di accuse e toni non proprio adatti al mondo rappresentato dalle associazioni, tirando in ballo anche la mancanza di condivisione che ha portato alle nomine in Fondazione Cassa di risparmio.
In questa direzione è andato anche il presidente del Csv Alberto Caldana, che non era presente in sala, ma che informato dell’andamento della riunione ha invitato il Forum «a non dividersi come per le nomine in Fondazione».
Ma la frittata ormai era fatta, e la spaccatura si è formalizzata quando un fronte formato dall’Avis provinciale e dall’associazione Porta Aperta ha deciso di andare avanti con il voto, bocciando così la proposta di una sospensione in attesa di trovare le candidature necessarie.
A quel punto, al culmine della tensione, i rappresentanti di Arci, Uisp, Ancescao, Federconsumatori, Legacoop, Auser e Acli e di alcune altre associazioni hanno deciso di ritirare i propri candidati, mentre a votare sono stati 19 aventi diritto (o meglio, 11 persone che rappresentavano 19 voti) su 69, eleggendo il nuovo direttivo e prorogando gli organismi di garanzia già esistenti.
Una dirigenza che ovviamente non è riconosciuta dalle associazioni che si sono sfilate, mentre lo scontro è destinato ad andare avanti. —
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