Preso sostenitore Isis fuggito dalla casa lavoro
Imponente operazione della polizia per rintracciarlo a Milano Il 33enne è considerato soggetto a rischio radicalizzazione
Sono bastati pochi istanti, forse un minuto e poco più e il fuggitivo è stato rintracciato e dopo poco catturato. Una spedizione lampo per gli uomini della Digos modenese che si sono fiondati sino a Milano, nella zona del parco Formentano, per riassicurare alla giustizia un 33enne tunisino considerato pericoloso, una persona a rischio di radicalizzazione islamica. Sono riusciti a trovarlo in un’area ampia, fra l’altro frequentata da altri suoi connazionali: ma gli agenti potevano contare su descrizioni dettagliate, il loro grande fiuto e quelle tracce, pur brevi, di quel cellulare che l’uomo aveva inaspettatamente acceso dopo quasi una settimana di silenzio da quando era evaso. Il 33enne infatti, considerato un personaggio di livello “medio” tra quelli a rischio di radicalizzazione islamica, era un internato presso la Casa di lavoro di Castelfranco. Veniva dal carcere di Perugia, città in cui era stato arrestato e condannato a cinque anni di reclusione per traffico di stupefacenti e spaccio. È qui che aveva manifestato le sue propensioni alla radicalizzazione islamica, un insieme di comportamenti ed atteggiamenti, hanno spiegato in questura a Modena, che dimostrano “un atteggiamento ostile e di rifiuto verso la cultura e le politiche occidentali”, e tra questi “l’esultare in occasione di attentati, il proclamarsi a favore dell’Isis e delle sua manifestazioni”. E ancora il tenere un atteggiamento di chiusura, di non integrazione con gli altri detenuti. Questo 33enne, dopo aver scontato i 5 anni, doveva svolgere altri due anni alla Casa di lavoro perché ritenuto un detenuto “socialmente pericoloso”, una misura speciale. I due anni sarebbero finiti nell’ottobre dal 2020.
Il 33enne evidentemente si era comportato bene, tanto da ottenere il permesso di un lavoro esterno, sotto sorveglianza di volontari e di responsabili del progetto. Aveva già partecipato al Mercato-Bio che si tiene in piazza Aldo Moro a Castelfranco ma sabato scorso si è eclissato, facendo perdere ogni traccia di sé. La Digos aveva dapprima seguito la pista umbra, andando a Gubbio dove l’uomo aveva una relazione con una donna sudamericana da cui aveva avuto un figlio. Ma questa si trovava presso una struttura protetta per le donne vittime di violenze. Poi quel minimo segnale dal cellulare, l'altro giorno, e il blitz della Digos a Milano: ora il 33enne “radicale” è in carcere a San Vittore. Tornerà a Castelfranco per terminare la sua pena. —
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