Rifatta la giunta dell’Unione ma scoppia la grana ospedale
Dopo l’elezione di Greco deleghe riassegnate valorizzando l’esperienza dei sindaci Ma il Pd si oppone a lasciare a Mirandola il tema della sanità, ed è polemica
MIRANDOLA. Rifatta la Giunta dell’Unione Area Nord, costituita come noto dai 9 sindaci dei Comuni della Bassa che hanno deciso di cedere a questo ente intermedio molti dei loro servizi. Per un bilancio annuale che supera i 30 milioni di euro. L’occasione è venuta dalla recente nomina del sindaco di Mirandola, Alberto Greco, a presidente del “governo” dell’Unione stessa.
E così tante pedine tornano al loro posto, con l’assegnazione ai sindaci di competenze più consone alle loro sensibilità e alle loro esperienze politiche o professionali. Così come per l’elezione di Greco, l’operazione non è stata indolore. In una Bassa divisa tra piccoli Comuni governati dal Pd e grandi Comuni governati dalla Lega (Mirandola), dal centrodestra (Finale) e da una lista civica trasversale ma alternativa al Pd (San Felice), la grana politica è scoppiata sulla delega alla Sanità. Da anni infatti, essendo sede di ospedale, al sindaco di Mirandola era affidato il tema sanità. Ma con le divisioni ancora insanabili sul terreno (c’è chi punta all’ospedale unico e baricentrico, chi vuol lasciare che Carpi costruisca il nuovo ospedale, garantendo che Mirandola avrà un ruolo, chi chiede invece un ospedale autonomo e veramente efficiente a Mirandola), era inevitabile la sorpresa.
Così il Pd ha chiesto di abolire la delega alla sanità (che non è un compito istituzionale di quelli assegnati all’Unione), Greco ha messo ai voti la proposta e i 6 del Pd lo hanno silurato. Ne è scaturita una nuova polemica, con consiglieri della maggioranza che hanno votato Greco a chiedere di ripristinare la delega (più rappresentativa che sostanziale) in capo al sindaco di Mirandola.
Fatto sta che Greco, oltre agli Affari Generali e ai Tributi gestirà la delega della Riorganizzazione dell’Unione, un tema rilevante per un organismo rimasto intermedio e spesso lontano dai cittadini, mai sfociato nel Comune unico che si ipotizzava a suo tempo.
Al sindaco Lisa Luppi di Cavezzo sono state assegnate le deleghe ai Servizi Sociali e alle Risorse Umane.
Al sindaco Sauro Borghi, di professione imprenditore, le deleghe alle attività Produttive, Sviluppo Economico e Agricoltura.
Al sindaco Alberto Calciolari di Medolla - forte dell’esperienza “sul campo” con le case famiglia - la delega a Minori e Famiglie e all’Ufficio Europa.
Al sindaco Casari di San Possidonio, ex commerciante, vanno le deleghe ad ambiente e Promozione del Territorio.
Al sindaco di San Felice, Michele Goldoni, che è un poliziotto, le logiche deleghe a Polizia Locale e Protezione Civile. Al sindaco Sandro Palazzi di Finale, informatico, le deleghe a Informatica e Reti Telematiche. Al sindaco Prandini di Concordia, che è ragioniere, le deleghe a Risorse Finanziarie, Istruzione e Ricostruzione Post Sisma.
Infine a Monja Zaniboni di Camposanto le Pari Opportunità, Politiche Giovanili, Cultura e Sistema Bibliotecario. Sugli incarichi, decisi dalla stessa giunta, ora manca solo il decreto formale di nomina. —
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