Gazzetta di Modena

Modena

cattaneo-deledda 

A scuola la stanza ospedaliera per imparare come si cura

Gabriele Farina
A scuola la stanza ospedaliera per imparare come si cura

Presentato lo spazio per i corsi dedicati a studenti futuri operatori socio-sanitari Cristina, neodiplomata: «Il lavoro c’è, noi ci siamo e possiamo andare avanti»

3 MINUTI DI LETTURA







Un laboratorio per imparare a soccorrere. È l’ultima novità in casa Cattaneo-Deledda. L’istituto professionale di via Schiocchi ha visto inaugurare ieri un nuovo spazio per le esercitazioni. Si trova al primo piano ed è pensato appositamente per gli operatori socio-sanitari (Oss). La scritta “Oss” campeggia davanti all’ingresso. All’interno si nota subito un lettino con un manichino. Sarà uno strumento utile per perfezionare il rapporto con i pazienti prima di passare alle persone in carne e ossa. A proposito di ossa, uno scheletro alla destra del letto può apparire inquietante. Eppure, può essere un utile modo per ripassare l’anatomia prima di svolgere l’attività principale di un operatore socio-sanitario: assistere le persone. «Siamo persone che si dedicano a offrire cura e assistenza alle persone che hanno bisogno», offre Cristina Andoni. Neodiplomata al corso di Oss istituito presso l’istituto, è pronta a rimettersi in gioco come tutor presso la scuola. «Il lavoro c’è, noi ci siamo e possiamo andare avanti», il commento di Andoni. Il laboratorio con tutte le attrezzature sarà a disposizione di coloro che ne seguiranno i passi. «Un laboratorio così ci avrebbe fatto comodo anche prima», l’ammissione di Elena Plesu. La giovane è tra le prime 15 diplomate assolute con qualifica Oss. «È stato un percorso molto faticoso – la spiegazione di Plesu – ma comunque n’è valsa la pena. Dopo una settimana dal diploma ho iniziato a lavorare. Ho cominciato in una struttura per anziani, adesso mi occupo di servizi domiciliari. Sono molto grata alla scuola. Vedo le persone che hanno bisogno e mi accorgo che non siamo da loro per una semplice igiene, ma per un vero appoggio. Tutto ciò è molto importante». Il merito del nuovo laboratorio va condiviso tra i docenti e il preside Alberto De Mizio. La scorsa primavera, infatti, una delegazione d’insegnanti è partita alla volta della Finlandia. I professori hanno fatto visita al Savo Vocational College di Kuopio, città di circa 100mila abitanti. Dal 7 al 13 aprile hanno imparato l’arte dello “job shadowing”, espressione inglese che si può tradurre come apprendimento tramite osservazione. Sono diventati le “ombre” di docenti e studenti finlandesi, maturando il progetto di una stanza da dedicare alle esercitazioni pratiche. Proprio come avevano scoperto in Finlandia, partecipando al programma Erasmus “KA1 – A Challenge in European Professional Development”. Rientrati in Italia, hanno bussato alla porta del preside, trovando disponibilità alla realizzazione del progetto. La referente del percorso Oss Margherita Botti s’è messa all’opera. Docenti e collaboratori hanno dato una mano per l’allestimento. Il letto è una donazione della residenza Anni Azzurri Ducale 2-3. «Gli istituti professionali non sono sempre considerati nel giusto modo – la critica sollevata da De Mizio – ma offrono una professionalità di cui, soprattutto nell’ultimo periodo, c’è bisogno». La realizzazione del laboratorio rappresenta per il preside «la dimostrazione della passione, dell’interesse e dell’impegno per far sì che i nostri ragazzi siano pronti e preparati». Il pensiero del preside va al fatto che gli studenti «risparmiano almeno un anno e mezzo per avere la qualifica, impiegando un terzo del denaro» grazie al percorso attivato presso l’istituto. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google