Codice Rosso, un aiuto contro le violenze che arrivano via web
Presentato lo studio dei criminologi Bruzzone e Caputo in cui si mappano i fenomeni in ambito legale e medico
Violenze sessuali, maltrattamenti in famiglia, stalking. E anche reati di perversione e di vendetta collegati a internet, oggi sempre più visibili. Tutto questo è stato al centro di un incontro tenuto ieri alla Sala Centro Storico in piazzale Redecocca in occasione della presentazione del primo manuale tecnico sull’argomento rivolto a magistrati, forze dell’ordine, medici, psichiatri e psicologi che lavorano in questi ambiti: “Criminologia dei Sex Offender”, curato dalla criminologa Roberta Bruzzone, popolare ospite in tv, e dal docente universitario Alberto Caputo (Giuffré Editore). L’originalità del volume sta nell’unione analitica di diritto, medicina e tecniche di investigazione intorno a un unico ambito finora trattato separatamente. Spiega l’organizzatrice avvocato Elisabetta Aldrovandi dell’Osservatorio Nazionale Sostegno Vittime (Onsv): «Nell’incontro si è fatto un excursus sui sex offender ma è stata anche l’occasione per spiegare cosa comporta l’introduzione della nuova legge sul Codice Rosso, una corsia preferenziale che dà modo alla vittima di reati sessuali o di persecuzione, di essere ascoltata nelle 72 ore successive alla denuncia. Si è parlato delle nuove leggi collegate a internet, per contrastare chi diffonde video a sfondo sessuale per colpire qualcuno. O di chi sfigura con l’acido (omicidio di identità). È stata l’occasione per sottolineare alcune criticità: ci sono aspetti che potrebbero funzionare meglio. Esempio: è stato disposto il divieto di avvicinamento alla casa degli “stalkizzati” e il reato per chi lo viola ma non è previsto l’arresto in flagranza». Il professor Caputo aggiunge: «È un’opera collettiva che vuole dare informazioni nuove e puntuali agli operatori che si occupano di tutti i reati a sfondo sessuale. Contiene testi difficili da trovare come i manuali usati dai pedofili in rete su come comportarsi per non farsi scoprire. E anche uno sulla zoofilia». Lo psichiatra Andrea Cerati dell’Onsv: «Dire che c’è un aumento di sex offendere e pervertiti è difficile. Piuttosto ci sono più denunce, la gente scopre questi reati più facilmente. Reati che esistevano già ma oggi sono visibili. Poi ci sono vittime che raccontato di fatti di dieci e più anni fa. È un fenomeno che emerge sempre di più. L’utilizzo dei social e la maggior tutela dell’anonimato permettono di esplorare la propria sessualità, prima repressa. Si soddisfa così una curiosità personale. Ma il deep web permette anche uno scambio di incontri e informazioni. Se qualche anno fa le perversioni note erano 200, oggi sono 500». —
C.G.
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