Gazzetta di Modena

Modena

E Pavullo oggi si dividerà tra il leghista e le sardine

D.M.

Alle 19 in piazza va in scena “Il Frignano non si lega” Gli studenti universitari Corradini e Venturelli sono gli organizzatori 

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PAVULLO. Le “sardine” arrivano anche a Pavullo, dove promettono per stasera alle 19 in piazza Borelli un momento da ricordare, sotto al titolo "Il Frignano non si lega".

Organizzazione lampo, come nel dna del gruppo, affidata a studenti universitari pavullesi come Alessio Corradini e Chiara Venturelli. Di per sé l'evento è un po' una risposta all'arrivo stamattina di Salvini a Pavullo, atteso dalle 9.30 in piazza Montecuccoli e poi al Caffè Zanotti. «Il passaggio di Salvini è l'elemento scatenante, ma l'iniziativa non è contro qualcuno - tiene a precisare Alessio, 21enne iscritto a Ingegneria informatica a Modena, da dove fa il pendolare – quanto contro un modo di fare politica. Contro la politica dell'immediatezza, aggressiva e divisiva, guardando invece a una politica inclusiva intessuta di dialogo ma solida nelle sue basi, che non cambia idea tutti i giorni. Capace anche di scelte difficili se necessarie, fatta di contenuti che abbiamo un riscontro, non solo di parole». Un appuntamento politico dunque ma apartitico, «perché ognuno ha il suo modo di vedere il mondo, ognuno ha un cuore che batte in modo diverso – sottolinea – ma tutti abbiamo un cuore che ci fa essere umani, ed è questo che ci unisce e ci fa stringere in piazza».

Alessio ha già vissuto gli eventi di Bologna e Modena che hanno richiamato migliaia di persone e sono poi finiti sulla ribalta della cronaca nazionale diventando veri e propri casi. Ben presto seguiti da piazze piene in altre città della penisola.

«Momenti splendidi da cui siamo tornati con una carica pazzesca, felici di vedere tante persone che condividevano i nostri valori». Da qui è nata l'idea di provarci in montagna, di vedere se anche qui c'è questo sentiment, in un appuntamento che vuole essere accomunante per tutto il Frignano: «Lo abbiamo organizzato a Pavullo perché è il centro maggiore, polo catalizzatore di un territorio vasto e dispersivo – spiega – dai riscontri di queste ore abbiamo la sensazione che saremo davvero in tanti, forse non ci staremo neanche in piazza Borelli. Ci parleremo, ci guarderemo negli occhi, staremo al freddo ma sentiremo qualcosa che ci riscalda e unisce: il bisogno di una politica sana. Che ci farà stare stretti come delle sardine, con lo sguardo rivolto al futuro». —

D.M.

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