Le piccole medie imprese di Carpi vogliono andare all’Expo di Dubai
Il progetto presentato da Samuele Bisi: «Nel padiglione Italia è possibile uno spazio anche per noi»
Un gruppo di imprese produttrici di eccellenze che intendono raccogliere le forze per presentarsi, compatte, a Dubai 2020, nuovo appuntamento mondiale con l’Expo dopo la vetrina internazionale del 2015 a Milano.
Lo scatto d’orgoglio delle piccole e medie imprese, atomo del tessuto imprenditoriale locale, rinasce proprio da Carpi. E la splendida cornice da cui riparte è quella di Palazzo Foresti dove venerdì il sipario si è alzato su “Gemme e gioielli 500 anni dopo Leonardo da Vinci”. La mostra che ha abbinato i gioielli della famiglia Bisi, titolare dell’omonimo negozio di corso Cabassi, alle prestigiose opere della sontuosa dimora di proprietà di Alberto Marri, ha collezionato un prestigioso parterre di imprenditori e intellettuali con un unico filo conduttore: Leonardo da Vinci. La mostra si struttura in più tappe, l’ultima delle quali è proprio quella prevista a Dubai, come spiegato da Samuele Bisi . «Nel padiglione riservato alle imprese italiane a Dubai 2020 si conta soltanto la presenza di multinazionali - afferma Bisi - Mentre vogliamo esserci anche noi, piccole medie imprese. Unite possiamo farcela. L’idea è quella di sviluppare un padiglione espositivo composito, costituito, tra l’altro, da spazi dedicati alle installazioni video e altri nei quali ogni azienda potrà avere la propria visibilità».
Tra gli imprenditori presenti a Palazzo Foresti, Marcello Dorsi di Soliera, il quale, con la sua start up nel campo dell’accessibilità ha vinto un premio internazionale a Londra. «Auspico che l’uomo vitruviano, così come certificato dall’Onu - afferma Dorsi - possa diventare il nuovo simbolo per rappresentare la disabilità».
Tra i protagonisti anche Caviro, cantina più grande d’Italia, che ha fatto assaggiare le etichette 1502 Leonardo da Vinci e Mario Tarroni, socio ravennate di Pininfarina, che ha portato uno dei 500 Codex, vero e proprio cult per chi ama Dan Brown. Il Codex è una custodia fatta di più combinazioni con cui si compone il nome Leonardo: all’interno c’è un oggetto, non proprio una penna e non proprio una matita che si scopre proprio come nel libro i due protagonisti ottengono l’indizio per trovare il Sacro Graal. E c’era anche Alcozer Firenze con i suoi gioielli leonardeschi.
Sul tavolo faceva bella mostra di sè un quadro realizzato con la tecnica del collage dell’artista milanese Maria Chiara Signorini, con un frammento del Cenacolo, insieme alla consulente d’arte Deborah Mendolicchio. Presenti anche le speaker del Tedx, insieme al proprietario del franchising per Modena, l’avvocato carpigiano Fabrizio Bulgarelli. —
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