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«Turismo, viabilità e punto nascite: ora l’Appennino potrà decidere»

Daniele Montanari
«Turismo, viabilità e punto nascite: ora l’Appennino potrà decidere»

Comizio di Matteo Salvini a Pievepelago davanti a mille persone «Autonomia ai territori se il 26 gennaio vince Borgonzoni»

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«Siete e siamo un po’ matti a dedicare la sera dell'Immacolata a costruire il futuro delle nostre terre. Però sono orgoglioso di far parte di questa comunità di sognatori».

Così ha esordito Matteo Salvini nel suo comizio ieri a Pieve a sostegno della candidatura di Lucia Borgonzoni alla presidenza della Regione. Lei però non c’era, trattenuta a Roma da un impegno televisivo.

«Oltre mille persone hanno gremito la palestra» ha sottolineato la Lega regionale in una nota, ponendo l’accento innanzitutto sulla sanità e l’impegno garantito dal leader del Carroccio per la riapertura del punto nascita di Pavullo. Ma Salvini ha parlato a tutto campo di montagna, senza trascurare l’ironia: «Certo che siete anche comodi da raggiungere, eh? Le vostre strade sono proprio comode - ha scherzato – ma dal 27 gennaio, il giorno dopo le elezioni, ci lavoreremo su per dare una sistemata a queste strade, perché non dev’essere una sfortuna nascere in montagna. Io amo la montagna: è un luogo di silenzio, vicino al buon Dio, e dove ci sono persone che conoscono la fatica. Vogliamo ripartire da dove gli altri hanno tagliato secondo la logica: “Se devo tagliare qualcosa, lo taglio in montagna perché lì sono in meno”».

Il “capitano” ha posto l’accento sull’autonomia: «Dal 27 gennaio con noi se c'è un albero da tagliare a Pievepelago lo decidono i cittadini di Pieve, non chi sta in un salotto a Modena o Bologna, perché a forza di vietare tutto vi trovate la natura che vi entra in casa: tra poco il cinghiale diventerà un animale da compagnia». Quindi la battuta sulla telefonia: «Grillo parla del 5G, ma qui a momenti non arriva neanche il 2G: mentre venivo su ho dovuto fare una telefonata in cinque rate per le interruzioni. È sempre per la stessa logica: perché per i numeri è più conveniente investire in pianura».

Non ha risparmiato attacchi al Governo, a partire dalle tasse, rilanciando la flat tax al 15% per i redditi sotto ai 100mila euro lordi e incalzando sull'Imu: «Una volta quando ereditavi la casa della nonna in montagna era una fortuna: adesso è una sfiga pazzesca per le tasse sulla seconda casa, manco fosse un castello...». «Meno burocrazia, una sanità migliore, e se c’è da parlare di punto nascita, di strade, di contributi alle aziende agricole, di ski college e di formazione ne parleremo», ha prescritto come ricetta, legando fortemente la consultazione regionale al futuro del Governo: «Dopo 50 anni, cambiamo aria nel palazzo della Regione, facciamoci entrare un po’ d'aria di montagna. Ma cambiamo anche la storia dell’Italia, perché se vinciamo noi dopo un quarto d’ora questo Governo cade».

Al termine, Stefano Marchetti, referente locale della Lega, gli ha donato una targa in legno col ponte della Fola, simbolo di Pieve: «Una cosa semplice – ha sottolineato - che tra le targhe delle grandi città ti ricorderà anche di questo piccolo paese di montagna». Tra le autorità il senatore Corti, i deputati Zoffili, Vinci e Golinelli, il consigliere regionale Bargi, la consigliera provinciale Magnani, poi sindaci e consiglieri di tutta la provincia. Prima di lasciare la palestra, Salvini si è concesso per una lunga serie di selfie coi fan, scattati da lui. —

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