«Aiuto alle famiglie per trovare le persone giuste»
Il servizio AMoDo del Comune gestito da cooperativa Aliante: «Tutti contratti in regola e facciamo corsi di formazione alle future lavoratici»
È una delle angosce che nascono sin da subito e che poi si rivelano spesso ricorrenti: il trovarsi nell’improvvisa emergenza di reperire una badante che sia capace ed onesta. Si fanno infiniti giri telefonici presso amichi e colleghi, si cerca tramite sindacati, strutture, si guardano siti e pubblicità. Comunque sia una famiglia si muove sempre con i piedi di piombo prima di fare la prima mossa. Da qualche anno, proprio per venire incontro alla famiglie modenesi di qualsiasi estrazione sociale, l’amministrazione comunale ha attivato AModo.
Si tratta di è un servizio di assistenza familiare per la non autosufficienza attivato in collaborazione con il Css, Consorzio solidarietà sociale.
Unica clausola, la persona per cui si chiede assistenza non deve usufruire di altre agevolazioni o contributi da parte del Comune . Sarah Olivero, responsabile della Cooperativa Aliante, spiega: «Noi come Aliante gestiamo il progetto del Comune e c’è una forte richiesta dei nostri servizi. Non si tratta di famiglie che accedono al servizio perché, per loro caratteristiche, sono in carico ai servizi sociali. Si tratta invece di famiglie medie, “normali”. L’esigenza che sta alla base di AMoDo era ed è dare una base istituzionale ad un fenomeno diffuso, quello della ricerca della badanti, che però può sfociare nel lavoro nero. E in questo settore c’è un grande sommerso. Per questo c’è la necessità di dare legalità e sicurezza alle famiglie». «Tutte le famiglie che accedono a noi - dice Sarah - mettono in regola l’assistente famigliare con il contratto colf-badanti nazionale e lo fanno attraverso i servizi della Cgil. Noi facciamo la selezione della badante. Acquisiamo le loro referenze, che spesso hanno, così come valutiamo le loro esperienze formative. Ciononostante noi “formiamo” le badanti, noi stessi produciamo formazioni per le assistenti. Effettuiamo infatti dei corsi appositi ad esempio sulla gestione dell’anziano non autosufficiente, su come lavorare in sicurezza, sull’igiene personale, sulla nutrizione. Insomma, tutto quello che è l’assistenza di base a una persona anziana». Non è finita qui. «Nel contempo - conclude Sarah - facciamo l’analisi del bisogno delle famiglie e poi gestiamo l’incontro tra le parti, tra la badante e la famiglia».
Sulla base di un finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, per le domande presentate dall’1 agosto 2019 è prevista anche l’erogazione di un contributo economico forfettario pari a 900 euro per l'attivazione di contratti di lavoro a tempo pieno in convivenza e a 700 euro per contratti di lavoro non in convivenza che prevedano almeno 33 ore settimanali di lavoro. Il contributo viene erogato successivamente al pagamento dell'assistente familiare da parte del titolare del contratto. —
S.TO
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google