“Spese pazze in Regione”: assolto Aimi
Accusato di peculato per 96mila euro di rimborsi in prevalenza per cene. Il senatore ex Pdl: «Oggi è un giorno lieto per me»
“Spese pazze in Regione” filone Forza Italia: il senatore Enrico Aimi non è colpevole di peculato, come riteneva invece il pm Antonella Scandellari che chiedeva 2 anni e 8 mesi di carcere: lo ha stabilito ieri mattina il tribunale di Bologna assolvendolo con un altro parlamentare, il deputato bolognese Galeazzo Bignami, e altri due imputati del partito di Berlusconi. «Oggi è un giorni lieto per me e per la mia famiglia e per chi mi vuole bene - commenta il senatore Aimi - andiamo avanti».
Aimi è quindi riuscito ad argomentare in modo convincente che i famosi 96mila euro rimborsati dalla Regione per cene e pranzi di lavoro erano tali: per raggiungere questo scopo, per lui non facile, ha presentato un’ingente mole di documenti raccolti nell’arco di anni di indagini difensive che comprovavano la spesa scontrino per scontrino. Il periodo che gli veniva contestato riguardava la legislatura regionale 2009-11 durante la quale era consigliere di minoranza. Con lui erano imputati Andrea Villani, capogruppo, e altri undici ex consiglieri di Forza Italia; per tutti, a seconda della posizione, erano state chieste condanne analoghe. Nella sua requisitoria era stato proprio la pm Scandellari ad evitare di entrare nel dettaglio delle cifre contestate ai singoli imputati, spiegando che avrebbe depositato una memoria in cui riporterà tutte le spese per cui ha deciso di chiedere la condanna per gli ex consiglieri. Evidentemente, anche questa nuova documentazione della pubblica accusa è stata decisiva per arrivare all’assoluzione di Aimi. Le ragioni saranno note solo tra alcuni mesi con la pubblicazione delle motivazioni.
Nel dettaglio, sono otto le condanne, la più alta a tre anni e sei mesi, per gli ex consiglieri regionali del Pdl in Emilia-Romagna, e quattro assoluzioni, tra cui i due parlamentari Aimi e Bignami (recentemente passato a FdI). È questo l'esito in primo grado del processo in tribunale a Bologna per i rimborsi chiesti durante l'ottava e la nona legislatura del consiglio regionale. L'inchiesta per peculato coinvolse all'epoca tutti i gruppi dell'Assemblea legislativa. Il pm Scandellari aveva chiesto 10 condanne. Le pene decise dai giudici riguardano cifre molto più basse rispetto all'originale contestazione. I giudici hanno condannato Alberto Vecchi (3 anni e 6 mesi), Luca Bartolini (2 anni e 2 mesi), Marco Lombardi (2 anni e 7 mesi), Luigi Villani (2 anni e 1 mese), Giorgio Dragotto (2 anni e 4 mesi), Luigi Francesconi (2 anni e 10 mesi), Gianguido Bazzoni (2 anni e 4 mesi), Andrea Pollastri (2 anni e 2 mesi); assolti da tutto anche Gianni Varani e Gioenzo Renzi. —
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