Gazzetta di Modena

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UNIONE TERRE D’ARGINE 

Anziani, quasi mille quelli non autosufficienti

Marcello Marchesini
Anziani, quasi mille quelli non autosufficienti

Sono le persone che hanno ricevuto sostegno pubblico. Gli ultra 65enni già il 27% L’assessore Tamara Calzolari: «Investiremo sempre più nei servizi domiciliari»

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Nel territorio delle Terre d’Argine sono 968 le persone non autosufficienti che, nel 2018, hanno ricevuto assistenza grazie al sostegno dall’ente pubblico, cui vanno aggiunti i nuclei familiari che si sono invece affidati autonomamente a privati: se a questa cifra si aggiunge la previsione che la popolazione degli ultra sessantacinquenni passerà, a Carpi, dal 27% al 33% del totale, appare evidente come quella che si prospetta sia una sfida sociale che chiama in causa tutti: istituzioni e terzo settore, certo, ma anche sindacati e mondo dell’impresa. Questa, in sintesi, la fotografia dell’incontro tenutosi a Carpi e promosso da Professione in Famiglia e CdS Assistenza Domiciliare, che si sono presentati alla città per discutere dei temi della fragilità e della solitudine sia degli anziani che delle persone con disabilità. Tra i relatori, l’assessore alle Politiche sociali Tamara Calzolari, che ha rimarcato la necessità di fare rete per affrontare un fenomeno senza precedenti, ricordando anche come la Regione abbia investito risorse ingenti in proposito: “Il Fondo per la non autosufficienza istituito in Emilia-Romagna è di 450 milioni, ovvero l’equivalente di quanto stanziato dallo Stato, a livello nazionale, per l’intero territorio italiano. Un’assunzione di responsabilità importante, che tuttavia non basta per un fenomeno che ha una previsione di crescita così significativa, che farà sì che si passi da un anziano ogni 4 a uno ogni 3 abitanti. Per noi la prima risposta deve provenire dall’ente e da una rete di servizi pubblici, ma anche le cooperative sociali e il privato devono giocare un ruolo». L’Unione intende spingere al massimo sulla domiciliarità, e per questo l’Assessore ha citato la ‘residenza collaborativa’ di Novi recentemente inaugurata, come un modello cui puntare: «Si tratta di un piccolo appartamento, dove le persone possono vivere in autonomia senza tuttavia essere lasciate sole. Speriamo di poterlo avere presto anche a Carpi».

Se, dal canto suo, il sgretario della Cgil Giorgio Benincasa ha sottolineato le attività svolte dalla Camera del Lavoro nell’ambito dell’assistenza alla persona e del lavoro domestico, soffermandosi in particolare sul servizio di supporto agli amministratori di sostegno, e Antonio Lamberti di Assicurazioni Generali ha illustrato alcune opportunità di tutela e prevenzione per la persona, mostrando come anche un ente privato possa giocare un ruolo, Bruno Perin, vice presidente di Professione in Famiglia, ha invece richiamato il progetto Ospedali Sicuri, portato avanti assieme a CdS Assistenza di Carpi, che vuole affrontare il tema della sicurezza e della legalità nelle strutture ospedaliere, soprattutto per quel che riguarda i servizi di assistenza non sanitaria effettuati al di fuori dei normali orari di visita, e che spesso sono a rischio di lavoro nero e caporalato: «L’ospedale di Piacenza ha sperimentato con successo e adottato in tutti i reparti un regolamento che permette di accreditare le aziende e monitorare le persone che effettuano servizi di assistenza, e la Regione Emilia-Romagna ha votato all’unanimità una risoluzione che impegna il presidente e la giunta regionale a monitorare il fenomeno nell’intera regione e valutare la possibile adozione». —



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