In camporella sull’auto di servizio: condannato
PAVULLO. Secondo l’accusa andava in camporella con un’amica usando l’auto dei carabinieri e la benzina pagata dall’Arma. È stato condannato ieri per peculato un maresciallo maggiore all’epoca dei fatti alla Compagnia di Pavullo e oggi in servizio in un’altra regione. Dopo una decina di ore di processo, dopo aver ascoltato il suo ex comandante, altri testimoni e lo stesso imputato, il Collegio del Tribunale presieduto dal giudice Angelo Gin Tibaldi è arrivato alla conclusione che il militare è colpevole. Ma la pena decisa è commisurata al danno lieve per i beni sottratti allo Stato e da lui destinati a un uso a dir poco improprio: sette mesi di carcere con pena sospesa.
L’imputato è un sottufficiale di grado elevato. Tra il 2012 e il 2013 era stato autore di alcune segnalazioni che avevano portato a interventi. Le notizie sulle attività illecite, come si scoprirà, gli sarebbero arrivate proprio da una sua conoscente, anche se questa attività informativa, come ha spiegato ieri il suo ex comandante, non ha mai avuto alcuna ufficialità. Nel frattempo, però, qualcuno ha raccolto voci di paese sempre più insistenti e si è accorto che il maresciallo prendeva l’auto dei carabinieri e se ne andava per luoghi campestri con la sua confidente, qualcosa di più di una amica. La coppia usava insomma un’auto statale per un uso del tutto privato, se non intimo. Dopo alcune indagini, è risultato che nei cinque episodi accertati persino la benzina sarebbe stata prelevata dalla pompa dentro la caserma. A quel punto è scattata la denuncia. L’inchiesta condotta dal pm Marco Niccolini, ha confermato i sospetti portati in aula come accusa. Il maresciallo ha negato l’uso improprio: sostiene che usava quell’auto per incontrare l’informatrice. E basta. —
C.G.
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