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Bonaccini visita l’ospedale, Greco non c’è

Bonaccini visita l’ospedale, Greco non c’è

Il presidente della Regione: «Già stanziati 32 milioni di euro, più dipendenti e primari». Scontro a distanza con il sindaco

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MIRANDOLA. Trentadue milioni di euro garantiti in arrivo per la sanità della Bassa, e un paio di incidenti diplomatici in occasione della visita “istituzionale” del presidente della Regione e candidato Stefano Bonaccini. All’esordio dell’incontro di ieri pomeriggio in ospedale, infatti, non erano presenti i sindaci della stessa Mirandola (Alberto Greco) e degli altri due Comuni più importanti, San Felice e Finale. Una assenza, quella di Greco, che non è passata inosservata, lo stesso Bonaccini ha lasciato intendere una certa irritazione, per la mancanza anche solo di una telefonata nel giorno in cui a Mirandola si discuteva di ospedale, alla presenza anche del dg Brambilla.

«Il presidente della Regione viene in visita definita istituzionale a Mirandola e io lo debbo informalmente apprendere poco prima dal sindaco di Concordia, che non è neppure più presidente dell’Unione? Purtroppo avevo ormai altri impegni...», ha commentato Greco col suo entourage. Bonaccini era accompagnato da Prandini, dall’assessore Palma Costi, dall’ex sindaco di Medolla Molinari, oggi impiegato in Regione, da sindaci Pd, e accolto dal personale dell’ospedale e da dirigenti locali del Pd. All’ingresso si erano presentati anche i referenti dei Comitati che da anni si battono a Mirandola per investire la rotta del depotenziamento della struttura ospedaliera. Ma una volta all’interno, rivolto in particolare a Nicoletta Vecchi Arbizzi, presidente dell’associazione La Nostra Mirandola, Bonaccini ha sottolineato che si trattava di un incontro istituzionale. C’è stato un battibecco, Arbizzi così se ne è andata ricordando che la sua associazione ha donato 2,5 milioni all’ospedale. La scena è stata ripresa da un altro esponente dei comitati, in questo caso dell’associazione Mirandola per Mirandola, è ne è scaturita una nuova discussione.

Poi finalmente la visita istituzionale ai reparti. Bonaccini ha espresso soddisfazione: «Investiamo come non mai in questa realtà, fondi già stanziati - ha spiegato Bonaccini -Se Mirandola lo ritenessimo un ospedale superato oggi parleremmo di un ospedale unico di Carpi e Mirandola, come qualcuno legittimamente propone. Noi vogliamo invece due ospedali che funzionino con pari dignità. Se ci sono state incomprensioni o sottovalutazioni sono qui per sgomberare il campo: questo ospedale c'è e ci sarà, più moderno, funzionale, accogliente».

«L’area nord, per caratteristiche proprie, ha bisogno di questo ospedale. Non a caso abbiamo chiesto e ottenuto la deroga per il punto nascita, spiegando che qui avremmo investito, e oggi investiamo 32,5 milioni in questo territorio. Tra il 2018-2019 peraltro sono stati assunti 213 dipendenti, mentre i cessati sono 172».

Bonaccini ha parlato di pronto soccorso, garantendo un turno infermieristico h24 e una nuova area dedicata con 12 postazioni per pazienti in ricovero o dimissione o trasferimento. «Potenziamo l’attività chirurgica, con ridefinizione degli spazi e tra poco un primario dedicato, una figura aggiuntiva. Sappiamo che dalla Bassa troppo spesso ci si deve spostare per la specialistica ambulatoriale che invece potrebbe essere svolta qui. Potenzieremo dunque i servizi e ampliando l’offerta, cosa già avviata nel 2019 per i cosiddetti segmenti articolari (anca, ginocchio e spalla). Il punto nascita e l’area materno-infantile non solo rimarranno, ma siamo impegnati a potenziali, con un nuovo primario e un'assistenza pediatrica h24. Sono molto soddisfatto dell’impegno che ci siamo assunti», ha detto Bonaccini ricordando le tecnologie l’Osco, la Casa della Salute, anche quella di Finale, il completamento dei finanziamenti per l’Hospice a San Possidonio e la necessità di rafforzare la collaborazione con il distretto biomedicale, richiamandosi in generale alla Conferenza Socio Sanitaria che si è tenuta al mattino a Modena. —



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