«Con questo contratto costretti a lavorare pure da ammalati»
I lavoratori di Villa Margherita incrociano le braccia. Dalle 10 alle 12 di oggi saranno in presidio davanti alla residenza per anziani di via Ponte di Ferro 9. Al centro della protesta un contratto definito «pirata» dalla Funzione pubblica della Cgil (Fp-Cgil). «Per noi rappresenta una perdita di diritti», la posizione di Anna Caracciolo, che assicura di parlare «a nome di tutti i dipendenti». Ventisette su 34 si sarebbero opposti al nuovo contratto. Entrata 13 anni fa con un contratto a tempo indeterminato, Caracciolo è dispiaciuta per il disagio causato agli utenti dai tre giorni di mobilitazione (gli altri due saranno martedì 17 e sabato 21 dicembre). Tuttavia, ribadisce che «non si può accettare un lavoro così». Dalle cifre rilasciate dalla Cgil i lavoratori dovrebbero percepire un «aumento contrattuale di 39 euro mensili lordi». Le parole sono di Mohcine El Arrag, rappresentante della Fp-Cgil. Lo stesso El Arrag rimarca che l’aumento medio è stato di «oltre 80 euro» negli altri contratti nazionali nel comparto sottoscritti da Cgil, Cisl e Uil quest’anno. Il nuovo contratto sarebbe stato siglato dopo nove anni dal precedente rinnovo e con sindacati giudicati «non rappresentativi» dalla Cgil. Le ore contrattuali restano 38, estendibili a 40 «con una perdita secca di salario». Nel quadro prospettato dalla Cgil le ore di permesso passano da 51 a 26 all’anno. La malattia è invece «criminalizzata». «I primi tre giorni di malattia non saranno pagati – assicura il sindacalista – salvo in caso particolari come il ricovero. Villa Margherita è una struttura a contatto con persone fragili, anziani malati o che tendono ad ammalarsi. Si rischia che i lavoratori andranno a lavorare anche se malati in una struttura con anziani fragili». «La gente andrà a lavorare anche se malata – fa eco Caracciolo – e ciò rappresenta un rischio anche per l’utente». Gli utenti riceveranno oggi servizi minimi essenziali, quali somministrazione dei pasti e garanzia delle norme igieniche. In vista delle prossime mobilitazioni, El Arrag invita «il Comune, l’Ausl e la Regione a interrogare sul contratto “pirata”». A Comune e Ausl, in quanto «committenti», la Cgil chiede come sia possibile garantire le condizioni di salute con lavoratori potenzialmente incubati o malati e pazienti fragili. «Abbiamo proposto modifiche – ricorda Caracciolo – anche durante incontri in Prefettura, ma l’esito è sempre stato negativo». —
G.F.
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