Nessuna moda, pericolo reale I più scettici? I laureati
Il 91 per cento è convinto che il problema sia vero Le donne sono più preoccupate E per la causa quasi unanimità: è l’attività umana
Allarme fondato o “moda” del momento? Sulla concretezza dei pericoli connessi al cambiamento climatico i modenesi non sembrano avere dubbi, almeno secondo i numeri elaborati dal quinto Osservatorio via Emilia: il 90,9% degli intervistati è convinto che il problema sia assolutamente reale, mentre solo per il 7,7% i continui allarmi ambientali rappresentano solo “una moda”. Anche in questo caso, a rispondere con più convinzione rispetto alla fondatezza del problema climatico sono le donne, che staccano gli uomini di due punti e mezzo (92,1% contro 89,5%).
Passando all’analisi per età, le differenze non sono sostanziali, ma anche qui a prendere più seriamente gli appelli di Greta Thunberg e degli ambientalisti sono i giovani (per il 93,6% della fascia 18-29 il problema climatico è assolutamente reale), mentre la fascia d’età in cui è più alta la percentuale di risposte “no, l’allarme rappresenta una moda” è quella compresa tra 30 e 49 anni (10%).
Passando all’analisi per situazione lavorativa, i più scettici sono i lavoratori autonomi (per il 17% gli allarmi sono “una moda”), mentre a prendere più seriamente le preoccupazioni sui cambiamenti climatici sono i lavoratori dipendenti (per il 94,6% di loro il problema è reale).
Incrociando i dati delle risposte con quelli della scolarità, emerge un elemento interessante: la percentuale più alta di scettici rispetto alle preoccupazioni per il clima viene dai laureati (per il 10,5% di loro gli appelli di Greta sono “una moda”), mentre i più preoccupati sono i modenesi che hanno la licenza elementare (per il 92,5% di loro gli allarmi sono da prendere seriamente). Pochi dubbi anche sulle cause della situazione ambientale di oggi: per l’83% dei modenesi il responsabile è l’uomo, producendo inquinamento e gas serra con le sue attività, mentre solo il 15% dei modenesi intervistati per la Fondazione del Monte considera il cambiamento climatico una conseguenza del ciclo secolare della natura, che alterna periodi più caldi e più freddi. In questo caso, a incidere fortemente sulle risposte è l’orientamento politico degli intervistati: per il 93,1% degli elettori del centrosinistra il responsabile della situazione ambientale è l’uomo, mentre la percentuale scende all’81% se si passa al centrodestra, crollando al 51,7% per gli elettori di destra, che al 48,3% sono convinti che i cambiamenti siano semplicemente frutto del ciclo secolare della natura. —
11 su popolazione italiana maggiorenne residente a Modena.
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