Tito Boeri: «Italia unico Paese Ocse con riduzione costante dei redditi»
«Da 25 anni famiglie penalizzate». Bocciati “quota 100” e reddito di cittadinanza. Il “caso badanti”
«Mettere al centro il lavoro per risolvere molti problemi all'interno del nostro Paese».
Applauditissima la frase con cui ieri sera il professor Tito Boeri ha concluso la sua conferenza nell'ambito della prima edizione di “MoRe Impresa Festival”, evento promosso da Lapam Confartigianato Imprese.
Alla Camera di Commercio di via Ganaceto a Modena un centinaio di persone ha seguito l'incontro con l'economista ex presidente dell'Inps, che ha toccato vari argomenti con il filo conduttore delle politiche della crescita e dello sviluppo dell'Italia. «Il nostro Paese vive un doppio declino – ha spiegato Boeri – da una parte il calo demografico di cui non tutti sono consapevoli, dall'altra il declino economico ormai vissuto per lungo tempo. Siamo l'unico Paese Ocse che ha visto negli ultimi 25 anni una riduzione costante del reddito per le famiglie».
Per il relatore la strada intrapresa dai due Governi Conte non è quella giusta: «Si fanno politiche sui più anziani quando dovremmo investire anche sulla scuola – prosegue – abbiamo bisogno di reclutare insegnanti, specialmente al Sud, dove i livelli di istruzione sono più bassi. Come ci preoccupiamo delle pensioni che pagano i giovani agli anziani, servirebbe anche l'opposto, ovvero fare in modo che la collettività paghi gli studi di quelli che saranno i lavoratori del domani». Bocciatura netta per “quota cento” e reddito di cittadinanza. Il primo, secondo l'ex presidente dell'Inps, «non ha portato né a maggiori assunzioni né a un ricambio, anche nel servizio pubblico e soprattutto in sanità, dove è necessario ricorrere allo scorrimento di graduatorie di vecchi concorsi».
Per quanto concerne il reddito di cittadinanza, Boeri spiega che «è stato costruito per rendere più difficile l'accesso al mercato del lavoro: in certe parti d'Italia conviene di più percepire 800 euro al mese piuttosto che con un impiego. Senza contare i problemi sociali di molti dei beneficiari, i quali avrebbero più bisogno di un sostegno dei servizi sociali che del personale dei Centri per l'impiego, già gravato da molti problemi». È scoppiato un applauso in sala quando l'economista ha detto che questo meccanismo deve necessariamente cambiare in modo radicale.
Discorso che vale anche sul tema della gestione dei flussi migratori: «Come nella scuola – ha affermato – dovremmo uscire da una logica emergenziale, a costo anche di fare una sanatoria e poi affrontare il problema in modo pragmatico. Bisogna pensare al sistema previdenziale e a quello del lavoro e capire quali sono le esigenze da affrontare. Gli immigrati sono un primo parziale problema rispetto al calo demografico e alla crisi del mondo pensionistico». Tra gli ultimi argomenti toccati ci sono quelli del lavoro femminile e degli autonomi. «Penso anche al tema delle badanti – è il parere di Boeri – bisognerebbe aiutare a livello fiscale lavoratrici e famiglie in modo da dare maggiore tutela a entrambe e fare emergere il nero. Come invece per quanto riguarda le partite IVA, invece di creare situazioni di lavoro parasubordinato, fare in modo che si possa investire su un lavoratore in modo tale che resti in seno all'azienda, cresca con la formazione e renda maggiormente, utilizzando un contratto che abbia tutele progressive».
Infine un tema caldissimo come quello della Brexit e del voto britannico. «Il sovranismo è la negazione della sovranità – è la chiusa del docente – pensare che un Paese possa da solo avere il controllo dei fenomeni afferenti alle sfide globali è una illusione, gli elettori d'Oltremanica si renderanno conto della condanna che hanno sentenziato alla Gran Bretagna. L'unico aspetto positivo è che almeno su Brexit abbiamo più certezze». —
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