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Torna a casa la salma di Arietta Raccolta fondi per il funerale

I promotori: «Condannato l’assassino, la famiglia ha avuto giustizia» L’assessore Graziosi: «I cittadini vicini alla tragedia della giovane prostituta»

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CASTELFRANCO. Dopo due anni il giudizio si è concluso e il magazziniere che l’ha uccisa è stato condannato a 24 anni di carcere.

La memoria di Arietta Mata, assassinata sulle strade della prostituzione e poi abbandonata sui binari della ferrovia a Gaggio dove fu travolta da un treno regionale, potrà così riposare in pace.

I suoi funerali si tengono oggi a Monok, in Ungheria, il paese di cui è originaria e per l’occasione sarà presente l’assessore Valentina Graziosi. Come si ricorderà la giovane prostituta ungherese fu uccisa quasi due anni fa, nel gennaio 2018, da un 51enne italiano da poco condannato recentemente 24 anni in primo grado. Il suo corpo fu dilaniato dal convoglio che passò sulle rotaie.

Grazie al lavoro degli uffici del Comune e della stessa giunta che si è impegnata in prima persona insieme alle associazioni “Libera” e Papa Giovanni XXIII, si è concluso il percorso per riportare a casa la salma della ragazza.

L’operazione per aiutare i famigliari è partita nel luglio di quest’anno, con il lancio della raccolta fondi per sostenere le spese del rimpatrio della salma.

«È stato commovente assistere a questo lavoro quotidiano - hanno commentato i promotori dell’iniziativa - Associazioni, istituzioni e cittadini ci hanno aiutato e sostenuto fin dai primi giorni della campagna di raccolta fondi, prendendosi a cuore questa causa, non abbandonandoci mai. Senza di loro tutto questo non sarebbe stato possibile. È la rete di conoscenza e di solidarietà che salva il territorio, sono la rete e la percezione comune delle ingiustizie sociali, che ancora forti attanagliano il nostro paese, che hanno permesso ad Arietta di tornare a casa».

«Ora - concludono - la sua famiglia potrà trovare un po’ di giustizia. Siamo grati a tutti coloro che ci hanno aiutato e ci auguriamo che questa grande comunità priva di pregiudizi nata intorno ad Arietta ed alla sua storia, costituisca un forte argine contro lo sfruttamento della prostituzione».

«La conclusione di questa vicenda ci offre una preziosa fotografia della nostra comunità e del nostro paese - commenta dal canto suo l’assessore Valentina Graziosi - La solidarietà delle associazioni, il supporto di cittadinanza, consiglio comunale e l’impegno degli uffici comunali hanno permesso ad Arietta di ottenere finalmente giustizia. Ci auguriamo che la sua storia serva da monito per le ragazze che partono in cerca di un’opportunità e spesso vengono inserite in percorsi di sfruttamento, ma soprattutto speriamo che dare un nome ed un volto a queste ragazze serva a diffondere una narrazione diversa della prostituzione, che non è mai una scelta libera». —

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