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Aiuto alle disabili del Senegal con i corsi di tessitura

Agata Patanè
Aiuto alle disabili del Senegal con i corsi di tessitura

In primavera le donne arriveranno a Formigine con l’associazione Oghogho Meye  Anna De Leonardis: «Siamo andati a casa loro, si vergognano a uscire»

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Un filo rosso collega Italia e Senegal, costruito dai volontari dell’associazione Oghogho Meye Onlus, realtà formiginese che ha dato il via al progetto D.O.N.N.A. (Diamo Orizzonti Nuovi Nell’Animo) per l’apertura di un nuovo centro d’ascolto delle donne disabili della città di Pikine.

«L’idea è nata durante la nostra permanenza nella città senegalese – racconta Anna Maria De Leonardis, presidente dell’associazione – Abbiamo lavorato per due anni con il progetto “Ponti”, e ci siamo resi conto che sono molte le donne disabili che non escono mai dalle mura domestiche perché si vergognano della propria condizione di handicap. Come abbattere dunque queste barriere? Di qui la scelta di un centro d’ascolto».

Il progetto è appoggiato della fondazione e della cooperativa “La Locomotiva” e dalla Regione Emilia Romagna, che lo ha co-finanziato. In Senegal è arrivato l’appoggio dell’Association des Handicapés de Pikine Est, che ha individuato alcune donne disponibili.

«Vogliamo valorizzare la persona in quanto tale – spiega De Leonardis – Il punto d’ ascolto sorgerà all’interno di un locale della sede dell’Association des Handicapés de Pikine Est, dove andranno a lavorare le donne che adesso stanno affrontando con noi la prima fase del corso di formazione online. Abbiamo deciso di fare della tecnologia una nostra alleata, pensiamo infatti che oggi la solidarietà debba inventare nuovi modi di essere e di stare, debba rinnovarsi per evitare di perdersi».

«Il completamento degli studi delle donne - continua - avverrà qui a Formigine dove, nei prossimi mesi del nuovo anno, saranno ospiti di un evento pubblico che coinvolgerà la cittadinanza. Vorremmo rendere partecipi i nostri concittadini di quella che è la realtà che viene vissuta a Pikine, territorio in cui da anni portiamo il nostro impegno e le nostre energie, a maggior ragione dato il forte sostegno che ci è stato dimostrato dalla Regione».

Un progetto ambizioso che vorrebbe allargarsi ad altre fasce della popolazione.

«Come membri del Cipsi - conclude la presidente - abbiamo lavorato per la formazione di un gruppo di donne disabili, cui è stata insegnata la tessitura come strumento di lavoro e riscatto. Oggi vorremmo rafforzare ancora di più il nostro impegno, e per farlo dobbiamo concentrarci fortemente anche sull’aspetto di sponsorizzazione del nuovo centro d’ascolto, per raggiungere proprio queste donne che vivono chiuse in casa. La nostra idea sarebbe quella di posare i tasselli necessari per poter allargare il progetto in futuro, riuscendo a fornire assistenza anche ai bambini invalidi del luogo, che vivono anch’essi una situazione di reclusione tra le mura domestiche». Non resta dunque che aspettare l’arrivo delle donne dal Senegal per procede come va il progetto. —

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