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Elisa in prima linea: «Un loro sorriso vale più di qualsiasi cosa»

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Le motivazioni che spingono a fare un volontariato di questo tipo sono le più diverse. Per Elisa Vignoli, ad esempio, il contatto con le persone senza dimora è la parte più bella di questa attività. «Ascoltarle e parlare con loro, vedere che ti accolgono con un sorriso non ha prezzo. Sì, perché sono proprio loro, i più '' bisognosi'' che accolgono noi di Porta Aperta con un sorriso. Il rapporto umano è l'aspetto che prediligo in questo tipo di volontariato, dove l'umanità e l'empatia sono al primo posto». Elisa ha 34 anni, lavora come impiegata back-office presso un'azienda modenese e dice che era già da un po' di tempo che cercava un'associazione di volontariato a cui dedicarsi e che cercando online ha scoperto Porta Aperta. «Sono rimasta colpita dalle molteplici attività che svolgono i volontari di questa associazione nella nostra città: dall'assistenza legale a quella su strada, dal servizio mensa all'ambulatorio medico senza dimenticare il servizio di raccolta abbigliamento».

Accanto a Elisa c’è Renata Molinari, che ha iniziato a fare volontario da alcuni mesi, seguendo suo marito Innocente che lo fa da sei anni. «Prima non avevo tanto tempo a disposizione e adesso che ne ho di più lo voglio mettere a disposizione degli altri – dice Renata, fino allo scorso maggio assessore al bilancio del Comune di Ravarino – Da subito l’ho trovata un’esperienza molto forte: tornando a casa, la sera, ancora oggi faccio molta fatica ad addormentarmi. I ragazzi che incontriamo sono considerati gli ultimi del mondo: fare qualcosa per loro è un dovere e una responsabilità». Anche il volontario Marco Pirani, alla sua seconda uscita di unità di strada, la pensa come loro: «Se uno non le tocca con mano, non può immaginarsi che in una città ricca come Modena esistano certe situazioni». L’unità di strada di Porta Aperta esce il giovedì e il sabato sera e il martedì pomeriggio. Per maggiori informazioni scrivere a: volontariato@portaapertamodena.it —

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