La sfida di Galli: «Bonaccini ha paura così arruola tra i suoi il centrodestra»
Il consigliere e capogruppo di Forza Italia si ripresenta «Il Pd non è maggioranza. Ora è il momento di governare»
MODENA. È pronto per la sfida del 26 gennaio, ma soprattutto per quella che verrà dopo, perché oggi più che mai il centrodestra ha la possibilità di conquistare la Regione “rossa” per eccellenza, dando un segnale a tutto il Paese e al governo giallo-rosso. Andrea Galli, capogruppo di Forza Italia in viale Aldo Moro, ha lanciato ieri la sua corsa verso la riconferma in Consiglio regionale: lo storico leader del centrodestra in Consiglio comunale ha incontrato cittadini ed elettori al Caffè Concerto insieme al vicepresidente del partito ed ex presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.
Galli, perché ha deciso di ricandidarsi in Regione?
«Ho deciso di ricandidarmi in Consiglio regionale per continuare il percorso di questi anni che ha consentito a Forza Italia, di cui sono capogruppo, di farsi interprete delle richieste di un territorio che ormai non si riconosce più nella maggioranza che lo governa da sempre. Penso alle battaglie sullo scandalo affidi, sulla chiusura dei punti nascite, sull’avvio delle grandi opere infrastrutturali. Oggi la maggioranza Pd, per la prima volta nella storia, non è più maggioranza reale, e sono orgoglioso di poter continuare a dare il mio contributo qui nelle fila di Forza Italia».
Oggi, però, Forza Italia non è più il partito trainante del centrodestra: non temete di finire “schiacciati” tra Lega e Fratelli d’Italia?
«Il centrodestra unito è un valore e una risorsa per il Paese, al di là di quale sia la singola forza politica con più consenso, e Forza Italia continua ad essere un collante imprescindibile della coalizione. L’occasione che abbiamo davanti è troppo importante per perdere tempo ed energie contandosi all’interno della coalizione: Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia hanno il dovere di assumersi una responsabilità di governo per i prossimi cinque anni in Emilia Romagna: ogni partito porterà valori e sensibilità specifiche e reciprocamente arricchenti».
Nel frattempo, il presidente Bonaccini sta recuperando terreno, tanto da essere avanti nei sondaggi. La sfida è tutt’altro che scontata per entrambi i poli, insomma…
«Bonaccini sa benissimo che gli emiliano-romagnoli hanno voglia di cambiare e ha una paura profonda di perdere. Talmente profonda che per la prima volta ha nascosto il simbolo Pd dalla sua campagna elettorale e sta cercando in tutti i modi di arruolare esponenti politici dell’opposizione, dalla Lega ai Cinque stelle, nel tentativo di confondere gli elettori. Ma la gente ha capito tutto ormai e credo non ci sarà alcuna sorpresa: il 26 gennaio Lucia Borgonzoni sarà la prima presidente di centrodestra di questa Regione».
Nel frattempo, i Cinque stelle hanno deciso di correre da soli: potrebbe essere l’assist decisivo per il centrodestra?
«I Cinque Stelle sono un partito decotto e in fase di completa smobilitazione. Il fatto che corrano da soli alle regionali non credo influirà in alcun modo sul risultato finale, mentre il fatto che Bonaccini li abbia corteggiati a lungo è solo una altra dimostrazione della paura a cui facevo riferimento. Insomma, i grillini non sposteranno nulla il 26 gennaio, perché si sono rimangiati ogni promessa, dal rifiuto delle alleanze al “mai col Pd”, dal “no” alla Bretella alla regola del doppio mandato, e con ogni promessa calpestata hanno cancellato ogni credibilità residua». —
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