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Pavullo. E' morto Padre Sebastiano Bernardini

Pavullo. E' morto Padre Sebastiano Bernardini

Il vulcanico frate pavullese aveva 92 anni. Era conosciuto in tutta Italia per la sua attività legata al presepe ed era diventato personaggio televisivo grazie alla partecipazione al quiz di Mike Bongiorno dove rimase campione per più puntate La camera ardente allestita al centro Francesco e CHiara di Pavullo. Funerali martedì con cerimonia sia a Pavullo che a Sassuolo

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PAVULLO.  A pochi giorni da Natale, festività che amava tantissimo e al quale ogni anno dedicava grande impegno con il suo maxi presepe che portava in giro per l'Italia si è spento Padre Sebastiano.

Il vulcanico frate cappuccino è morto alle 2,18 del 15 dicembre all'ospedale di Pavullo dove era ricoverato in seguito a un nuovo aggravamento delle sue condizioni. A lui si devono un’infinità d'iniziative tra Sassuolo e Pavullo, tra cui la nascita del Centro per la terza età Francesco e Chiara, negli ultimi mesi era stato ricoverato  all’ospedale di Pavullo. La situazione non è mai migliorata, anzi erano insorte complicazioni, alla luce dei suoi 92 anni. La camera ardente allestita al centro Francesco e Chiara di Pavullo. Funerali martedì con cerimonia sia a Pavullo che a Sassuolo

La notizia della sua scomparsa ha fatto rapidamente il giro delle comunità modenesi e di quella pavullese in particolare.  Padre Sebastiano, nato in una famiglia numerosa, 10 figli di cui otto religiosi dai genitori Sergio e Domenica proclamati venerabili e per i quali è in corso la causa di beatificazione era stato ordinato nel 1951

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«Ricordo il giorno dell’ordinazione sacerdotale come un momento bellissimo, forse il più bello per la vita di un religioso – ricordava il frate – per me fu una giornata molto particolare: sono stato infatti il penultimo di una famiglia composta da dieci figli, di cui ben otto hanno scelto la strada del sacerdozio, sei suore e due frati cappuccini».

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Da quel lontano 1951, padre Bernardini ha tracciato una strada di progetti e soddisfazioni, di cui il successo nel quiz televisivo di Mike Bongiorno è stata solo una tappa. Trent’anni di sacerdozio a Sassuolo: progetti su progetti, per estendere il messaggio della Chiesa ad una platea il più ampia possibile.

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«Mi piaceva l’idea di portare i frati cappuccini in mezzo alla gente perché noi siamo i frati del popolo e dobbiamo parlare il linguaggio del popolo», raccontava di sè il frate, ripercorrendo alcune delle sue iniziative. Come la fondazione della nazionale italiana di frati: «Debuttammo nel 1992 contro la nazionale cantanti».

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Una squadra che nacque quasi per scherzo: «Stavamo organizzando una partita di beneficienza con Gianni Morandi per aprire quattro ambulatori in Jugoslavia. Morandi mi chiese: “Contro chi giochiamo”? e io gli risposi, scherzando: “Contro i frati”.

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Da una battuta mi venne l’idea di creare la nostra nazionale». E poi il presepe itinerante e l’apertura del centro servizi per la terza età “Francesco e Chiara”, per il quale padre Sebastiano effettuò due lanci con il paracadute, nel tentativo di accendere i riflettori sulla realizzazione del progetto, in quel periodo in fase di stallo.

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«Un sacerdote deve saper parlare alla gente e soprattutto ai giovani, usando il loro linguaggio e trovando il canale più adatto per veicolare il messaggio evangelico», diceva il frate.

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