Lista Bonaccini, caos sulle proposte
L’ex Pd Richetti vorrebbe in squadra Giulia Pigoni o Paolo Negro ma i dem modenesi si oppongono
Quattro nomi certi e altri quattro da trovare, con due ipotesi non esattamente condivise dal partito. Al centro ci sono le elezioni regionali del 26 gennaio, e in particolare la “lista del presidente” che sosterrà Stefano Bonaccini, il governatore uscente e candidato del centrosinistra. Una lista alla quale il presidente tiene particolarmente, e che stando al sondaggio pubblicato la settimana scorsa dall’istituto Noto potrebbe addirittura arrivare al 10% dei consensi. Ma chi saranno gli otto modenesi che finiranno nella rosa modenese della “lista del presidente”? Al momento i nomi certi sono quattro, di cui tre donne e un uomo: si tratta di Chiara Giovenzana, imprenditrice 39enne rientrata a Modena dopo aver lavorato nella Silicon Valley, Erika Coppelli, presidente dell’associazione “Il tortellante”, e Eugenia Bergamaschi, presidente regionale di Confagricoltura, alle quali si è recentemente unito Roberto Adani, ex sindaco di Vignola, oggi coordinatore modenese di “Italia in Comune”, il movimento del primo cittadino di Parma Federico Pizzarotti. A confermarlo è lo stesso Adani, che ricorda che «quella del presidente Bonaccini si caratterizzerà per essere la lista degli amministratori e dei sindaci dell’Emilia Romagna e di tutte le persone di grande senso civico e rispetto per le istituzioni che amano la loro terra e credono si possa partire dal buon governo della nostra regione per fare ancora un passo avanti nella direzione del nuovo. Federico Pizzarotti ha sostenuto con convinzione la lista del presidente Bonaccini - aggiunge Adani - come opportunità di portare competenze, progetti e idee delle città e dei territori in regione». La lista, dunque, è completa a metà, ma gli altri quattro nomi? Un’indicazione nei giorni scorsi è arrivata dal parlamentare ex Pd Matteo Richetti, che si è detto disposto a sostenere Bonaccini con “Azione”, il suo nuovo partito legato al movimento di Carlo Calenda: un’operazione che potrebbe portare uno o due modenesi vicini al parlamentare di Fiorano nella “lista del presidente”, anche se l’operazione non è affatto semplice. Richetti, infatti, ha indicato in Giulia Pigoni (capogruppo Pd a Sassuolo) e Paolo Negro, ex segretario provinciale del Pd, due possibili rappresentanti della sua area - anche se nessuno dei due ad oggi ha lasciato i dem, a differenza del parlamentare - per la lista Bonaccini. Due ipotesi che in questi giorni stanno creando parecchi malumori nel Pd modenese, con l’ala cattolica - dalla candidata Pd al Consiglio regionale Francesca Maletti al sindaco di Formigine Maria Costi - non esattamente in linea con le proposte di Richetti. L’operazione, insomma, non è semplice, anche perché i rapporti tra il parlamentare confluito nel gruppo misto e il Pd modenese non sono dei migliori - per usare un eufemismo - come dimostra la querelle dei contributi non versati al partito che ha portato i dem a rivolgersi alla magistratura contro Richetti. Dall’altra parte, il presidente Bonaccini è fortemente intenzionato ad allargare il più possibile il consenso, e di conseguenza anche l’appoggio dell’area Richetti-Calenda sarebbe importante. Passando ai modenesi che hanno deciso di seguire Matteo Renzi e la sua nuova esperienza di “Italia Viva”, un nome che ha buone possibilità di finire nella rosa è quello di Giorgio Siena, ex consigliere provinciale e storico dirigente scolastico di Mirandola: al momento, però, il diretto interessato non ha ancora sciolto le riserve. Resta da trovare un nome per la montagna, dal momento che la possibilità di vedere candidato Gianfranco Tanari, sindaco di Zocca eletto per una lista civica vicina al centrodestra, è sfumata. —
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