Sanità, al Ramazzini un centro per la cura dell’endometriosi
È una patologia subdola perché si manifesta con sintomi variabili. E al Ramazzini esiste un centro di eccellenza che si prende carico e cura i casi che ogni anno si verificano in un numero che oscilla tra i 40 e i 50 per quanto riguarda Carpi.
L’endometriosi si può manifestare tramite dolori addominali, ad esempio. Può colpire anche le donne sotto i 20 anni, in età fertile. Ogni mese, in assenza di concepimento, la mucosa chiamata endometrio si dissolve e crea le mestruazioni. L’endometrio, tuttavia, può anche crescere al di fuori della sede naturale e quando si sviluppa fuori dall’utero fa sanguinare varie zone in cui cresce. E può infiltrare i tessuti.
Esistono due tipi di approccio all’endometriosi: medico e chirurgico. «L’approccio chirurgico si applica quando i tessuti diventano terreno di crescita per l’endometriosi - spiega il dottor Paolo Accorsi, alla guida del dipartimento di Ostetricia e Ginecologia del Ramazzini - Quando ci sono mal di pancia che non trovano spiegazione non bisogna sottovalutarli. Soprattutto i dolori addominali insistenti, che non sono passeggeri, richiedono attenta valutazione». A Carpi esiste un centro dedicato alla cura dell’endometriosi con medici e altro personale qualificato. Il team opera in modo multidisciplinare: in rete.
Una paziente carpigiana, Federica Carletti, alla quale qualche anno fa è stata diagnosticata l’endometriosi, esprime profondo ringraziamento per l’accoglienza e la cura del reparto. «L’endometriosi è una malattia complessa e poco conosciuta che, in alcuni casi, necessita di un intervento chirurgico multidisciplinare - scrive Federica - Dopo intensa attività di ricerca della soluzione alla sofferenza fisica e psicologica che mi ha portato a consultare diversi medici in più ospedali, ho deciso di affidarmi al reparto di Ostetricia e Ginecologia del Ramazzini di Carpi, diretto dal dottor Paolo Accorsi perché è riuscito, fin dalla prima visita, a trasmettermi la serenità necessaria per affrontare l’intervento, il maggio scorso. Ho potuto constatare l’elevato livello di tecniche chirurgiche, di disponibilità, di professionalità, di attenzione al paziente, dimostrati dai sanitari. Spinta da un sincero e profondo sentimento di gratitudine, voglio ringraziare pubblicamente il dottor Accorsi, per avermi accompagnata e rassicurata sempre, per aver coordinato l’équipe medica composta da Matteo Generali, Matteo Crotti, Federica Piccinini, Enrica Becchi, Michele Varoli e Stefano Sassi, tutti presenti in sala operatoria. Un ringraziamento al dottor Raffaele Sansone per il tempo che mi ha dedicato e i consigli prericovero. Tutti questi medici, appartenenti a unità operative differenti, hanno dimostrato capacità di collaborazione e coordinamento eccellenti. Grazie anche al personale di sala operatoria e del reparto, professionale, disponibile e sensibile». —
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